Cellule staminali, la Svizzera agli italiani: venite a curarvi da noi
La Svizzera apre le porte ai pazienti italiani, comaschi in particolare, in materia di terapie con le cellule staminali. Gli elvetici sarebbero pronti a modificare la legislatura vigente nella Confederazione in modo da poter favorire l'accesso di malati provenienti da oltreconfine che volessero accedere alle innovative terapie cellulari, indicate dagli specialisti come la "medicina d'avanguardia". È quanto emerso nei giorni scorsi durante il primo congresso dedicato alle cellule staminali, organizzato nella sede del Cardiocentro di Lugano alla presenza di circa 500 specialisti.
"Le terapie cellulari sono il futuro della medicina - ha sottolineato Gianni Soldati, direttore del laboratorio di diagnostica molecolare del Cardiocentro di Lugano - I nuovi approcci nella cura dei pazienti sono basati in molti casi sull'utilizzo delle cellule staminali. Per questo abbiamo voluto creare un'occasione di confronto, un congresso durante il quale biologi, cardiologi e ricercatori hanno affrontato i diversi aspetti delle terapie cellulari. In particolare è stato fatto il punto sulle modalità e sui protocolli mediante i quali trattare queste cellule per trasformarle in un prodotto di terapia cellulare utilizzabile sull'uomo".
Gli specialisti elvetici aprono in particolare ai pazienti italiani. "La Svizzera si adeguerà alle normative italiane - sottolineano gli esperti - proprio con l'obiettivo di facilitare coloro che vogliono sottoporsi a questo tipo di terapie innovative".
Sul fronte delle cellule staminali, da tempo si rivolgono ai centri svizzeri centinaia di coppie italiane, tra cui decine di comaschi, che vogliono depositare le cellule del cordone ombelicale dei propri figli e conservarle per un eventuale futuro utilizzo per particolari malattie che possano essere curate impiegando questo materiale biologico. In Italia la legislazione vigente prevede solo la donazione volontaria delle cellule staminali, che vengono raccolte al momento della nascita e depositate in forma anonima in apposite banche, a disposizione di qualsiasi paziente che risulti compatibile. Oltreconfine, invece, naturalmente a pagamento, è possibile la cessione a uso personale.
"Le terapie cellulari sono il futuro della medicina - ha sottolineato Gianni Soldati, direttore del laboratorio di diagnostica molecolare del Cardiocentro di Lugano - I nuovi approcci nella cura dei pazienti sono basati in molti casi sull'utilizzo delle cellule staminali. Per questo abbiamo voluto creare un'occasione di confronto, un congresso durante il quale biologi, cardiologi e ricercatori hanno affrontato i diversi aspetti delle terapie cellulari. In particolare è stato fatto il punto sulle modalità e sui protocolli mediante i quali trattare queste cellule per trasformarle in un prodotto di terapia cellulare utilizzabile sull'uomo".
Gli specialisti elvetici aprono in particolare ai pazienti italiani. "La Svizzera si adeguerà alle normative italiane - sottolineano gli esperti - proprio con l'obiettivo di facilitare coloro che vogliono sottoporsi a questo tipo di terapie innovative".
Sul fronte delle cellule staminali, da tempo si rivolgono ai centri svizzeri centinaia di coppie italiane, tra cui decine di comaschi, che vogliono depositare le cellule del cordone ombelicale dei propri figli e conservarle per un eventuale futuro utilizzo per particolari malattie che possano essere curate impiegando questo materiale biologico. In Italia la legislazione vigente prevede solo la donazione volontaria delle cellule staminali, che vengono raccolte al momento della nascita e depositate in forma anonima in apposite banche, a disposizione di qualsiasi paziente che risulti compatibile. Oltreconfine, invece, naturalmente a pagamento, è possibile la cessione a uso personale.
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