Lunedì 8 giugno 2026
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Censis: 62% italiani vuole testamento biologico. Marino: no a compromessi su legge

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il 62,3% degli italiani e' favorevole a uno strumento come il testamento biologico che permetta di decidere in anticipo a quali trattamenti sanitari essere sottoposti in caso di grave malattia. E' il risultato di uno studio del Censis sul rapporto tra medico e paziente presentato oggi. Dall'indagine dell'istituto di ricerca emerge che i piu' favorevoli al testamento biologico sono coloro che posseggono un titolo di studio piu' elevato (67,4% dei laureati contro 50,3% di chi ha la licenza elementare), e le fasce in eta' lavorativa (67,3% dei 30-44enni e il 64,4% dei 45-64enni, mentre e' d'accordo solo il 53,1% degli over 64). Piu' basso il numero di coloro che pensano che il malato o il familiare debbano avere la possibilita' di interrompere le terapie in presenza di una patologia grave: la media e' del 49,9%, anche in questo caso distribuita con un gradiente in funzione del titolo di studio, dal 60,8% dei laureati al 27,8% di chi ha solo la licenza elementare. Uno su quattro di quest' ultimo gruppo pero' dichiara di non avere opinione in merito.

MARINO: ASSOLUTAMENTE CONTRARIO A COMPROMESSI - "Sono assolutamente contrario ai compromessi. Credo che, invece, bisogna capire quello che la scienza ci dice, e quello che e' il senso comune e il sentire della maggior parte dei cittadini del nostro Paese e, su queste basi, arrivare a un testo di legge che sia largamente condiviso". Il presidente della commissione Sanita' del Senato, Ignazio Marino, non transige: sulla legge sul testamento biologico, oggetto di un'accesa discussione nella commissione da lui presieduta a palazzo Madama, non intende fare passi indietro. E lo ha ribadito ieri, in occasione del workshop "Il testamento biologico in una visione della vita come dono e di una ricerca a servizio della vita" organizzato dall'istituto Regina Elena. Ai "signorno" che proprio non digeriscono il testo di legge che ha presentato, il senatore diessino lancia una frecciata: "Sicuramente c'e' stato chi ha voluto estremizzare la discussione. Ma chi non riesce a distinguere tra la possibilita' per un cittadino di dare indicazioni sui trattamenti terapeutici a cui sottoporsi, e quindi estendere il proprio consenso informato, e un'iniezione letale, deve fare il passo culturale per arrivare a cogliere la differenza fondamentale tra questi argomenti". Poi un appello a una discussione dai toni meno roventi: "Sono sicuro che con il dialogo, grazie anche all'aiuto della conoscenza scientifica, si possono superare gli ultimi ostacoli e arrivare con pacatezza a un disegno di legge condiviso. Qualche sera fa, c'e' stata una riunione del gruppo dell'Ulivo, e le riflessioni fatte a margine da me, con la senatrice Paola Binetti, mi portano a concludere che c'e' la volonta' di completare la discussione generale su questo delicato argomento".
Ad aprire i lavori, Marino Nonis, direttore generale dell'Ifo, che ha sottolineato: 'Anche se non esistono, allo stato attuale e nel nostro Paese procedure codificate per esercitare e disporre volonta' specifiche in tema di trattamenti sanitari, credo che sia un dovere, un esempio ed una essenziale funzione pedagogica, cui non possiamo sottrarci (da persone che esercitano un pubblico servizio), quella di provvedervi in qualche modo ed in assoluta liberta' e responsabilita', come persone'. Paola Muti, Direttore Scientifico dell'Istituto Nazionale Regina Elena, ha ricordato che se in Italia il testamento biologico non ha valore giuridico come espressione di volonta', la decisione di sospendere le cure puo' cambiare da medico a medico e quindi si avverte l'esigenza di una legge che tuteli l'inalienabile diritto del malato a decidere come gestire le fasi terminali della propria vita. Infine monsignor Sergio Pintor, Vescovo di Ozieri e Consultore del Pontificio Consiglio per la Salute, ha sottolineato la centralita' della persona e le prospettive etiche per promuovere un testamento biologico o di vita in una visione positiva ed umanizzante. 'La proposta di un testamento biologico se sapientemente e corresponsabilmente attuato, puo' favorire un maggiore riconoscimento della responsabilita' decisionale della persona in condizione di malattia, in un dialogo con il medico. Occorre fare una proposta con un alto profilo etico e in una prospettiva di servizio alla vita'.

'Lo ribadiamo per l'ennesima volta. Siamo assolutamente contrari alla legge sul testamento biologico. Questo provvedimento, ovunque e' stato approvato, e' stato utilizzato come grimaldello per spalancare la porta all'Eutanasia. Ha ragione il Presidente Marino: nessun compromesso e' possibile'. Lo afferma l'azzurra Isabella Bertolini. 'Noi voteremo contro. Troppi i punti controversi della legge: la figura del fiduciario, il ruolo del medico e della famiglia, il reale rispetto delle volonta' testamentarie del malato terminale, i pericoli di introduzione dell'eutanasia nel nostro ordinamento. Viste le condizioni disastrate della sanita' pubblica italiana, la Commissione salute del Senato dovrebbe utilizzare il proprio tempo e le proprie risorse per cercare di affrontare priorita' ben piu' stringenti. Mi stupisco che i diretti interessati, i quali hanno espresso in questi mesi le mie stesse perplessita', non si sentano in dovere di smentire l'indiscrezione di Marino circa un accordo di massima raggiunto nella maggioranza sull'approvazione di una legge in materia', conclude Bertolini.

'Il presidente della 'commissione Testamento Biologico del Senato, Ignazio Marino, torni ad essere il presidente della commissione Sanita' di Palazzo Madama, capendo che il living will e' come i Dico: un'esigenza creata ad arte da un'esigua minoranza per motivi squisitamente ideologici, per nulla sentita dalla stragrande maggioranza del Paese'. Lo afferma il responsabile di An per le politiche della famiglia Riccardo Pedrizzi. 'Oggi l'eutanasia e' vietata sia dalla Costituzione sia dal codice penale, che la considera un omicidio, sia dal codice deontologico della professione medica, sia dal giuramento d'Ippocrate. Niente, poi, impedisce ad un cittadino di mettere per iscritto la propria volonta' di non essere sottoposto ad accanimento terapeutico, recandosi magari da un notaio a depositare il documento, uno scritto privato che ovviamente non vincola il medico, il quale, pero', e' vincolato dal codice deontologico della sua professione, che proibisce espressamente l'accanimento terapeutico'. Dunque, prosegue Pedrizzi, 'una legge sul testamento biologico nulla aggiungerebbe e nulla toglierebbe alla situazione attuale e, davvero, non si capisce a cosa servirebbe'. A meno che, conclude, 'non si volesse stabilire che il testamento biologico fosse vincolante per il medico, ma cio' sarebbe inaccettabile, perch, spetta al medico valutare quando e' il momento di smettere certe terapie inutili. E si tratta di una valutazione che egli deve fare in scienza e coscienza'.

Il presidente della commissione Sanita' del Senato Ignazio Marino 'fa il duro sul testamento biologico perche' sa che altrimenti subira' il processo della sinistra'. Cosi' il capogruppo della Lega in commissione Sanita' del Senato, Massimo Polledri. 'Ritorna il tormentone estivo di Marino che parla di testamento biologico e non magari anche di professioni sanitarie o libera professione intramuraria. Marino vuole fare il duro sul testamento biologico perche' sa che subira' il processo della sinistra'. 'Sulla vita, cosi' come sull'embrione non si puo' fare ne' speculazione politica ne' fare battute. La Lega e' contraria al testamento biologico e ritiene invece che il tema delle cure palliative per chi soffre debba essere affrontato in commissione al piu' presto'.
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