Domenica 7 giugno 2026
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Censis: disoccupazione preoccupa piu' di criminalita' e immigrazione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Di fronte alla disoccupazione, non ci sono criminali o immigrati che tengano. E' il timore di rimanere a casa, senza un lavoro, la principale paura degli italiani, con due cittadini su tre che giudicano la mancanza di occupazione un 'grave' problema sociale. E la preoccupazione di rimanere con le mani in mano e' tale che un giovane laureato su due accetta impieghi che richiede competenze minori rispetto a quelle maturate, mentre un italiano su quattro rimane nel precariato o addirittura nel mercato sommerso. E' il quadro sull'occupazione italiana che emerge dal sondaggio condotto dal Censis in citta' sopra i 10.000 abitanti e presentato al World Social Summit, in confronto che si terra' nella capitale a settembre organizzato dalla Fondazione Roma. Lo studio rileva come soprattutto al Sud la disoccupazione diventi una vera e propria piaga sociale, temuta dall'85,9% della popolazione. Un dato che scende al 72,5% del centro, al 49,1% del Nord-Ovest fino al 40,1% del Nord-Est. Nel complesso, il 66% degli italiani giudica grave il problema della disoccupazione, contro il 60% della criminalita' ed il 58% dell'immigrazione. 'La sensazione che si ha - si legge nel lavoro del Censis - e' che dietro la questione disoccupazione si catalizzino le ansie e le paure individuali di una societa' che ha visto negli ultimi anni assottigliarsi sempre piu' i confini tra lavoro e non lavoro, accrescere i margini di incertezza e di rischio che connotano la dimensione professionale dei singoli, esplodere i fenomeni di marginalita' economica e sociale connessi all'insicurezza lavorativa'. Sebbene infatti proprio lo scorso anno la disoccupazione abbia toccato il suo minimo storico in Italia, se si analizzano le posizioni di lavoro 'a rischio', spiega il Censis, 'l'universo che si configura appare 'quantitativamente' cospicuo e le paure espresse dalla popolazione non cosi' infondate'. Scavando nei dati, si scopre infatti che l'11,9% degli occupati presta lavoro a termine (apprendisti, interinali e stagionali, principalmente), mentre un altro 12% lavora in nero. Una platea di quasi 5,8 milioni di italiani, pari ad un occupato su quattro. E non e' detto che chi ha studiato e ottenuto una laurea stia meglio. Un giovane laureato su due e' costretto ad accettare la cosiddetta sottoccupazione, proprio per l'estremo timore della disoccupazione. Non va meglio su scala globale, perche', spiega il Censis, il 18,7% dei lavoratori diplomati e laureati sono sottoinquadrati, percentuali che salgono al 28,2% per i soli laureati e, appunto, al 48,4% per i laureati sotto i 34 anni.
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