Censis: due italiani su tre favorevoli ad ingegneria genetica contro le malattie
Il 66% degli italiani condivide la necessita' di potenziare l'ingegneria genetica purche' utilizzata per correggere geni che provocano malattie, mentre e' solo il 10% a puntare sull'ingegnere genetica come mezzo di potenziamento dei caratteri estetici o di performance dei figli. Inoltre, il 65% ritiene che debba essere sviluppata la ricerca biotecnologica, sia pure limitatamente al campo della salute. Sono alcuni dei risultati di una ricerca condotta dal Censis e dal Forum per la ricerca biomedica, illustrati oggi dal presidente Censis, Giuseppe De Rita, in occasione dell'assemblea pubblica di Farmindustria. Dall'indagine emerge anche come i due terzi degli italiani si aspettino dalla ricerca farmaci piu' efficaci e sicuri, e gia' l'80% ritiene che proprio i farmaci abbiano contribuito molto alla possibilita' di convivere con patologie croniche dando un miglioramento sostanziale alla qualita' della vita. Secondo gli intervistati, le patologie rispetto alle quali sono stati raggiunti i maggiori risultati sono le malattie del cuore e i tumori. Alte le aspettative nei confronti della ricerca farmaceutica: per il 68% il compito principale dei ricercatori dovra' essere la messa a punto di farmaci per malattie oggi inguaribili e il 19% considera prioritario il trattamento preventivo dei fattori di rischio per malattie gravi. Quanto infine all'eccessivo consumo di farmaci, gli italiani ritengono che la responsabilita' non sia tanto dei medici (indicati solo dall'11%) o dell'industria farmaceutica (10%), ma piuttosto della personalita' del singolo legata a situazioni di stress e ansia (74%).
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