Domenica 7 giugno 2026
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Censis: triplicate coppie miste, quasi un'impresa su dieci e' di uno straniero

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Triplicati i matrimoni con almeno un coniuge straniero: nell'ultimo decennio sono passati dagli 11.993 del 1996 agli attuali 34.396. Costituiscono il 14% del totale delle unioni celebrate in Italia ma hanno una maggiore instabilità coniugale: la durata media della convivenza è pari a 9 anni, contro i 14 degli italiani, e tra il 2001 e il 2006 le separazioni sono aumentate del 42%. Questa la fotografia scattata dal Censis nel 42esimo Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese.

Nel 2006 i matrimoni misti, quelli tra un cittadino con cittadinanza italiana e uno con cittadinanza estera, sono 24.020, ovvero il 9,8% dei matrimoni che hanno avuto luogo in Italia. In 19.029 casi è lo sposo ad avere cittadinanza italiana, mentre in 4.991 è la sposa ad essere italiana.

I dati sulle separazioni e sui divorzi evidenziano che le coppie miste vanno incontro alla separazione piú precocemente delle altre: la durata media della convivenza coniugale prima della separazione è di 9 anni, contro i 14 degli italiani. La durata media del matrimonio, prima del divorzio, è di 13 anni, a fronte dei 17 registrati per gli italiani. Inoltre, tra il 2001 ed il 2006 si registra una crescita del 42% nel numero delle separazioni delle coppie miste, mentre per le coppie della stessa cittadinanza l'aumento è del 3,2%.
 
IMPRENDITORIA -
Gli stranieri titolari d'impresa iscritti alle Camere di Commercio italiane sono 290 mila, pari al 19,2% degli occupati di nazionalita' estera stimati dall'Istat: in pratica, un lavoratore immigrato ogni 5 svolge un'attivita' autonoma e l'8,4% di tutte le imprese attive iscritte al sistema camerale ha per titolare un cittadino non italiano.  Il processo di sviluppo e consolidamento dell'imprenditorialita' migrante dunque, ancora lungi dall'essere concluso, evidenzia forti cenni di vivacita'.

Infatti tra il 2006 e il 2007 il numero di imprese con titolare straniero e' cresciuto del 10,2% e nel periodo 2003-2007 l'incremento complessivo e' stato del 65,5%. Nella maggior parte dei casi le attivita' avviate sono caratterizzate da basso valore aggiunto e da uno scarso contenuto tecnologico: il comparto prevalente e' quello del commercio, dove si colloca ben il 38,4% delle imprese attive, mentre il 31% nel settore delle costruzioni. Negli ultimi anni l'edilizia e' il comparto che ha conosciuto i ritmi di crescita piu' sostenuti, con un incremento del numero di titolari stranieri tra il 2003 e il 2007 pari al 128%.

Per quanto riguarda le attivita' manifatturiere, gli inserimenti imprenditoriali da parte dei migranti si collocano essenzialmente nei comparti ad alta intensita' di lavoro tipici del Made in Italy, quali l'industria tessile, quella del legno o il settore della concia. Altri ambiti in cui e' significativa l'incidenza di imprenditori stranieri sono quelli della logistica (attivita' di trasporto e magazzinaggio), degli alberghi e della ristorazione, oltre che dell'agricoltura, dei servizi di intermediazione (voce in cui rientrano i sempre piu' diffusi internet point) e dei servizi alla persona.
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