Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Center for Migration (Usa): carcere per clandestini non e' una soluzione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Mandare un immigrato clandestino in carcere non e' la soluzione': ne e' convinto lo studioso americano Joseph Chamie, direttore del Center for Migration Studies di New York, gia' responsabile per la Demografia all'Onu.
'Cosa si fa con gli immigrati una volta che sono in carcere?
E quando ne escono?', si chiede, intervenendo al Venice Forum sull'immigrazione promosso fra gli altri dal Comune di Venezia e da Unicredt. 'Certi problemi vanno affrontati con l'educazione, i servizi pubblici, la sorveglianza. Gli immigrati non li si puo' mettere in prigione, perche' sono troppi, diventerebbero dei criminali, creerebbero piu' problemi che risolverne, e anche perche' non li si puo' stigmatizare'.
Se dunque 'non c'e' lavoro per loro, bisogna rimandarli nel loro paese', sottolinea Chamie, rilevando che 'tutti i paesi hanno lo stesso problema: l'India con il Bangladesh, il Pakistan con gli iraniani, gli Usa con i messicani, e via dicendo'.
'Deve esserci una qualche autorita' che decide che devono lasciare il paese, ma si fa perdere credibilita' al sistema, se poi non si riesce ad attuare le leggi. Non si possono fare minacce a vuoto. Se si sa che non si riesce a rimandali indietro, e' meglio non avviare nemmeno le procedure legali'. Ma soprattutto bisogna considerare, avverte, le ferree leggi della demografia: 'Nei prossimi 45 anni la popolazione africana raddoppiera', mentre quella europea continuera' ad invecchiare e diminuire. Nei prossimi 50 anni, calcola ancora Chamie, i paesi piu' sviluppati accoglieranno piu' di 2,5 milioni di immigrati l'anno: gli Usa ne riceveranno quasi la meta', la Germania 220 mila, l'Ialia 120 mila. 'Si possono fare tutte le leggi in Parlamento, ma non si puo' contrastare le norme di ferro della demografia'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →