Chi gestisce una casa d'appuntamenti deve pagare l'Iva
La proprietaria di una casa di tolleranza di Zurigo e' stata condannata a pagare l'Iva sul ricavato della sua attivita'. Per la seconda volta, la Corte federale ha confermato che tutte le attivita' commerciali, anche quelle contrarie al buon costume, e persino illegali, sono soggetti al fisco. Contro le argomentazioni della donna, il Tribunale superiore ha spiegato che nell'ordinamento fiscale svizzero vale il criterio della neutralita' dei valori, per cui persino i proventi dal traffico di droga rientrano nell'obbligo del pagamento dell'Imposta sul valore aggiunto.
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