Chiesa Cattolica attacca Obama ed i Democratici
Il senatore del Delaware Joe Biden, cattolico e scelto dal candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama, è stato preso di mira dall'arcivescovo di Denver Charles Chaput, che ne ha criticato duramente la posizione favorevole all'aborto.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, Chaput ritiene che Biden, cresciuto in Pennsylvania, uno degli stati in cui i democratici devono vincere per forza a novembre se vogliono aggiudicarsi la vittoria finale, non dovrebbe fare la comunione proprio a causa delle proprie convinzioni sul diritto all'interruzione di gravidanza, giudicate "profondamente sbagliate".
"Do per scontata la sua integrità e la sua bontà, ma penso anche che proprio in virtú della sua integrità si asterrà dal ricevere la comunione dal momento che sostiene il falso `diritto' all'aborto", ha detto l'arcivescovo.
Biden è stato scelto da Obama come candidato alla vicepresidenza in parte anche per la presa che potrebbe avere sull'elettorato cattolico, lo stesso che nella fase delle primarie si erano schierati con la senatrice di New York Hillary Clinton.
Cattolica 'liberal', pochi giorni fa la presidentessa della Camera dei Rappresentanti, la democratica Nancy Pelosi, aveva difeso la sua posizione di apertura all'aborto sostenendo che la questione dell'inizio della vita embrionale "nella storia della Chiesa è controversa". Ieri è arrivata la netta contestazione dei vescovi cattolici. Nei giorni scorsi era stato il candidato Barack Obama ad essere interpellato sul tema dell'inizio della vita. "Tanto sotto il profilo scientifico che sotto quello teologico, obiettivamente credo che indicare un termine preciso sarebbe aldilà delle mie competenze", aveva risposto Obama.
Nancy Pelosi "ha travisato la storia e la natura dell'autentico insegnamento della Chiesa cattolica contro l'aborto", scrivono ora in una nota il card. Justin F. Rigali, presidente della commissione della attività 'pro life', e mons. William E. Lori, presidente della commissione per la dottrina. "Nel Medio Evo, teorie mal informate ed inadeguate sugli embrioni hanno condotto alcuni teologi a speculare che una vita specificamente umana capace di ricevere un'anima immortale non esista fino a qualche settimane della gravidanza", prosegue la nota. "Se nel codice di diritto canonico queste teorie hanno condotto alla distinzione nelle pene tra aborto compiuto nella fase iniziale o avanzata della gravidanza, l'insegnamento morale della Chiesa non giustifica o non permetta ma l'aborto a nessuno stadio di sviluppo".
"Queste errate teorie biologiche - aggiungono i vescovi Usa - sono divenute obsolete piú di 150 anni fa, quando gli scienziati hanno scoperto che un nuovo individuo umano viene alla luce dall'unione di spermatozoi e ovuli al momento della fecondazione. In linea con questa concezione moderna, la Chiesa insegna che dal momento della concezione (fecondazione), a ogni membro della specie umana deve essere dato il pieno rispetto dovuto ad una persona umana, a partire dal sirpetto per il fondamentale diritto alla vita".
Secondo quanto riportato dal Washington Post, Chaput ritiene che Biden, cresciuto in Pennsylvania, uno degli stati in cui i democratici devono vincere per forza a novembre se vogliono aggiudicarsi la vittoria finale, non dovrebbe fare la comunione proprio a causa delle proprie convinzioni sul diritto all'interruzione di gravidanza, giudicate "profondamente sbagliate".
"Do per scontata la sua integrità e la sua bontà, ma penso anche che proprio in virtú della sua integrità si asterrà dal ricevere la comunione dal momento che sostiene il falso `diritto' all'aborto", ha detto l'arcivescovo.
Biden è stato scelto da Obama come candidato alla vicepresidenza in parte anche per la presa che potrebbe avere sull'elettorato cattolico, lo stesso che nella fase delle primarie si erano schierati con la senatrice di New York Hillary Clinton.
Cattolica 'liberal', pochi giorni fa la presidentessa della Camera dei Rappresentanti, la democratica Nancy Pelosi, aveva difeso la sua posizione di apertura all'aborto sostenendo che la questione dell'inizio della vita embrionale "nella storia della Chiesa è controversa". Ieri è arrivata la netta contestazione dei vescovi cattolici. Nei giorni scorsi era stato il candidato Barack Obama ad essere interpellato sul tema dell'inizio della vita. "Tanto sotto il profilo scientifico che sotto quello teologico, obiettivamente credo che indicare un termine preciso sarebbe aldilà delle mie competenze", aveva risposto Obama.
Nancy Pelosi "ha travisato la storia e la natura dell'autentico insegnamento della Chiesa cattolica contro l'aborto", scrivono ora in una nota il card. Justin F. Rigali, presidente della commissione della attività 'pro life', e mons. William E. Lori, presidente della commissione per la dottrina. "Nel Medio Evo, teorie mal informate ed inadeguate sugli embrioni hanno condotto alcuni teologi a speculare che una vita specificamente umana capace di ricevere un'anima immortale non esista fino a qualche settimane della gravidanza", prosegue la nota. "Se nel codice di diritto canonico queste teorie hanno condotto alla distinzione nelle pene tra aborto compiuto nella fase iniziale o avanzata della gravidanza, l'insegnamento morale della Chiesa non giustifica o non permetta ma l'aborto a nessuno stadio di sviluppo".
"Queste errate teorie biologiche - aggiungono i vescovi Usa - sono divenute obsolete piú di 150 anni fa, quando gli scienziati hanno scoperto che un nuovo individuo umano viene alla luce dall'unione di spermatozoi e ovuli al momento della fecondazione. In linea con questa concezione moderna, la Chiesa insegna che dal momento della concezione (fecondazione), a ogni membro della specie umana deve essere dato il pieno rispetto dovuto ad una persona umana, a partire dal sirpetto per il fondamentale diritto alla vita".
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