Chiesa e politici cattolici insorgono contro commissione di studio sull'eutanasia
La Chiesa ed il Partido popular (Pp) insorgono contro l'ultimo piano del governo di studiare la legalizzazione del suicidio medicalmente assistito entro il 2012. "La Spagna è in una crisi profonda, in una depressione economica e sociale, e l'unica cosa che viene in mente al governo è di proporci il suicidio", ha affermato il portavoce del Partido popular, Esteban Gonzalez Pons. L'esponente popolare ha anche puntato il dito sul fatto che si tratterebbe di un "suicidio assistito a carico della sicurezza sociale". Pons ha chiesto a Zapatero di "occuparsi di quelli che vogliono vivere e non di quelli che vogliono morire", tornando ad accusare i socialisti - che negli ultimi giorni hanno annunciato anche una nuova legge sull'aborto - di sollevare una "cortina di fumo" per distogliere l'attenzione dalla crisi economica che sta colpendo la Spagna. Il Pp resta invece a favore "della cultura della sedazione palliativa" per i malati terminali e "contrario all'accanimento terapeutico", due principi che il governo intende rendere pienamente operativi in tutte le regioni autonome spagnole.
Anche i vescovi spagnoli hanno criticato l'iniziativa, attraverso uno dei falchi della Conferenza episcopale, il cardinale di Toledo Antonio Canizares: "Sarebbe ipocrita non denunciare quel che va contro il bene piú prezioso dell'uomo, che è la vita, rispetto a una cultura della morte che favorisce legislazioni che antepongono qualsiasi altro interesse al diritto inviolabile alla vita", ha detto il porporato, con un attacco diretto a Zapatero. Il premier infatti aveva definito "ipocrite" le critiche alle iniziative del suo governo.
E anche gli esperti si dividono: il presidente della Commissione di deontologia dell'Organizzazione dell'ordine medico, Rogelio Altisent, ha dichiarato a 'El Pais' che la proposta socialista "avrebbe conseguenze negative per la società, soprattutto sotto forma di coazione ai piú anziani e deboli". Altisent ha affermato che ci sarebbero prove del fatto che in Olanda (uno dei due paesi con il Belgio che ha legalizzato la 'dolce morte') l'eutanasia attiva "è applicata a persone che non l'hanno chiesta". Altri sono invece moderatamente favorevoli all'iniziativa del governo: secondo Pablo Simon, membro del Comitato di bioetica nominato di recente dal governo, aprire il dibattito è "ottimo" ma "va fatto con molto rigore, serietà e molta partecipazione di tutti, incluse le chiese". Anche l'istituto Borja di Bioetica, un'ente di ispirazione cristiana, ha affermato che "in alcuni casi molto studiati non chiudiamo la porta all'eutanasia e al suicidio assitito". La portavoce Esther Busquets, secondo El Pais, ha ricordato che l'Enciclica 'Deus Critas Est' di Papa Benedetto XVI sostiene che "la Chiesa non vuole imporre a chi non condivide la fede le proprie prospettive e i propri modelli di comportamento". Naturalmente a favore sono i collettivi come l'associazione "Diritto a morire degnamente", che hanno salutato l'iniziativa del governo e hanno anche suggerito di svolgere sondaggi d'opinione. L'ultima volta che la domanda fu posta ai cittadini spagnoli nel barometro del Centro di indagini sociologiche (Cis) risale al 1997: allora, ricorda l'associazione, il 67% si disse a favore di una regolamentazione dell'eutanasia.
Anche i vescovi spagnoli hanno criticato l'iniziativa, attraverso uno dei falchi della Conferenza episcopale, il cardinale di Toledo Antonio Canizares: "Sarebbe ipocrita non denunciare quel che va contro il bene piú prezioso dell'uomo, che è la vita, rispetto a una cultura della morte che favorisce legislazioni che antepongono qualsiasi altro interesse al diritto inviolabile alla vita", ha detto il porporato, con un attacco diretto a Zapatero. Il premier infatti aveva definito "ipocrite" le critiche alle iniziative del suo governo.
E anche gli esperti si dividono: il presidente della Commissione di deontologia dell'Organizzazione dell'ordine medico, Rogelio Altisent, ha dichiarato a 'El Pais' che la proposta socialista "avrebbe conseguenze negative per la società, soprattutto sotto forma di coazione ai piú anziani e deboli". Altisent ha affermato che ci sarebbero prove del fatto che in Olanda (uno dei due paesi con il Belgio che ha legalizzato la 'dolce morte') l'eutanasia attiva "è applicata a persone che non l'hanno chiesta". Altri sono invece moderatamente favorevoli all'iniziativa del governo: secondo Pablo Simon, membro del Comitato di bioetica nominato di recente dal governo, aprire il dibattito è "ottimo" ma "va fatto con molto rigore, serietà e molta partecipazione di tutti, incluse le chiese". Anche l'istituto Borja di Bioetica, un'ente di ispirazione cristiana, ha affermato che "in alcuni casi molto studiati non chiudiamo la porta all'eutanasia e al suicidio assitito". La portavoce Esther Busquets, secondo El Pais, ha ricordato che l'Enciclica 'Deus Critas Est' di Papa Benedetto XVI sostiene che "la Chiesa non vuole imporre a chi non condivide la fede le proprie prospettive e i propri modelli di comportamento". Naturalmente a favore sono i collettivi come l'associazione "Diritto a morire degnamente", che hanno salutato l'iniziativa del governo e hanno anche suggerito di svolgere sondaggi d'opinione. L'ultima volta che la domanda fu posta ai cittadini spagnoli nel barometro del Centro di indagini sociologiche (Cis) risale al 1997: allora, ricorda l'associazione, il 67% si disse a favore di una regolamentazione dell'eutanasia.
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