Sabato 6 giugno 2026
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Chirurgia plastica, le staminali del grasso più convenienti della pelle artificiale

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La ricerca punta soprattutto sulle cellule staminali del grasso per ulteriori passi avanti nel riparare e rigenerare i tessuti danneggiati, migliorare le cicatrici e perfino per ritocchi estetici sempre piu' 'naturali'.
Poche novita' invece sulla 'pelle artificiale', troppo cara e complessa da realizzare in laboratorio e con risultati estetici ancora imperfetti. Sono le linee di studio su cui sono impegnati molti ricercatori in tutto il mondo, come spiega all'Adnkronos Salute Nicolo' Scuderi, docente di Chirurgia plastica all'universita' Sapienza di Roma che ha presieduto il III congresso della societa' scientifica Co.R.Te (Conferenza Italiana per lo Studio e la Ricerca sulle Ulcere, Piaghe, Ferite e la Riparazione Tessutale), chiuso ieri nella capitale.
La pelle artificiale, sottolinea Scuderi "e' sicuramente utile.
Ma oggi e' riservata a trattamenti di forte gravita', come nel caso dei grandi ustionati o di importanti malformazioni della pelle, come nevi giganti da asportare. Si utilizza, insomma, quando si tratta di rimpiazzare una gran parte della pelle" e, ad oggi "non ha indicazioni estetiche".
Si usa in pratica solo come salva-vita "anche perche' la produzione, al di fuori di quella sperimentale presso le universita' dove e' consentita attualmente, ha dei costi elevati. E sarebbe insostenibile l'uso in altri casi. Il costo, infatti, e' di migliaia di euro per centimetro quadrato - precisa Scuderi - quindi diventa improponibile per terapie che non siano importanti e dove si possono trovare altre soluzioni". Dal punto di vista pratico, inoltre, non ha proprio le stesse caratteristiche della pelle. "Le cicatrici che derivano da questi impianti- aggiunge Scuderi- sono ancora piuttosto brutte".
In Italia, accanto alla pelle artificiale vera e propria, dove sono presenti cellule - "usata raramente e riservata a casi molto gravi e in forma sperimentale", tiene a ribadire l'esperto - si utilizzano piu' frequentemente sostituti cutanei, fatti di acido iluronico ( o altre sostanze) e silicone. Prodotti totalmente artificiali oppure 'misti', perche' integrati con cellule della pelle. "Si utilizzano per curare le ulcere 'inguaribili', alcune forme ustioni, grandi ferite".
In casi insomma dove serve integrare alcune parti di tessuto.
Spesso si fa confusione tra questi sostituti e pelle artificiale vera e propria, con cellule e caratteristiche piu' vicine al tessuto del paziente.
"Per il momento su quest'ultimo fronte la ricerca registra uno stop. Si e' arrivati sicuramente ad un buon punto ma ora siamo in attesa di qualche novita' sia per quanto riguarda la riduzione dei costi e sia per migliorare l'aspetto estetico prodotto dalla pelle artificiale".
 Il lavoro degli scienziati, soprattutto nel campo della chirurgia plastica, continua sulle cellule derivate dal grasso. "Si tratta delle cellule staminali, cioe' multipotenti, che possono essere utilizzate per 'riempire' come nel caso della chirurgia della mammella, o per migliorare come per la chirurgia dell cicatrici", dice Scuderi. Le sperimentazioni si stanno indirizzando piu' su questo tipo di cellule perche' non sono solo semplici riempitivi ma funzionano anche per migliorare' l'aspetto della pelle.
Hanno, inoltre, la caratteristica di garantire grande compatibilita', costo ridotto, facile reperibilita' della 'materia prima'. "Il vantaggio di queste cellule e' anche la facilita' di uso si tratta di un solo tipo di cellula, mentre la pelle e' un organo complesso, composto da diverse parti, difficile da replicare nella sua interezza".
E poi ci sono i fatti: "in alcuni casi, infatti, impiandando cellule di grasso sotto cicatrici, anche vecchie, si riesce a migliorare il risultato estetico, attraverso meccanismi che ancora non conosciamo bene ma di cui vediamo i risultati sorprendenti", conclude il chirurgo plastico.
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