Chiti: inserire diritto di voto agli immigrati nella Costituzione
L'apertura della stagione di revisione parziale della Costituzione deve consentire il riconoscimento del diritto di voto amministrativo agli immigrati. Se ne dice convinto il Vicepresidente del Senato Vannino Chiti, ministro pere le Riforme del Governo Prodi.
'Sono necessari alcuni aggiornamenti al testo costituzionale, alcune riforme: differenziare il ruolo di Camera e Senato; ridurre il numero dei parlamentari; rafforzare il ruolo di guida nei governi parlamentari del Presidente del Consiglio. Al tempo stesso e' urgente - afferma nel testo del discorso con cui oggi celebra i 60 anni della Costitzuione nella sezione del Pd di Centocelle, in cui saranno recitati alcuni brani dei discorsi di Pietro Calamandrei, - una riforma che consenta il voto alle elezioni amministrative, per i cittadini comunitari ed extracomunitari che legalmente abbiano stabilito la residenza tra noi: una democrazia che non 'integra' e' piu' povera'.
'La Costituzione e' il punto di riferimento del popolo italiano. E' la Carta della nostra liberta' e della nostra dignita'. Dei diritti e dei doveri di tutti gli italiani. I diritti e i doveri devono essere tenuti insieme: sono inseparabili. Diritti senza doveri sono precari: una stagione come diceva Moro che termina, destinata addirittura a scadere, nella giungla dei piu' forti e dell'arbitrio. Doveri senza diritti configurerebbero un cittadino di 'serie B' '.
Nella Costituzione c'e' il fondamento della laicita'. Se ne discute tanto, a volte, solo per approfondire divisioni e piantare meschine bandierine di rendita. La laicita' non e' rinnegare cio' che siamo: i nostri convincimenti, la cultura, per i credenti la fede.
Partendo da li', laicita' e' costruire - nello spazio pubblico comune - soluzioni condivise alle sfide di oggi: centralita' della persona, sviluppo, immigrazione, clima e ambiente. Laicita' e' anche costruire un fondamento condiviso di valori a cui si possa aderire in base alle proprie convinzioni di fede o di cultura'.
'Sono necessari alcuni aggiornamenti al testo costituzionale, alcune riforme: differenziare il ruolo di Camera e Senato; ridurre il numero dei parlamentari; rafforzare il ruolo di guida nei governi parlamentari del Presidente del Consiglio. Al tempo stesso e' urgente - afferma nel testo del discorso con cui oggi celebra i 60 anni della Costitzuione nella sezione del Pd di Centocelle, in cui saranno recitati alcuni brani dei discorsi di Pietro Calamandrei, - una riforma che consenta il voto alle elezioni amministrative, per i cittadini comunitari ed extracomunitari che legalmente abbiano stabilito la residenza tra noi: una democrazia che non 'integra' e' piu' povera'.
'La Costituzione e' il punto di riferimento del popolo italiano. E' la Carta della nostra liberta' e della nostra dignita'. Dei diritti e dei doveri di tutti gli italiani. I diritti e i doveri devono essere tenuti insieme: sono inseparabili. Diritti senza doveri sono precari: una stagione come diceva Moro che termina, destinata addirittura a scadere, nella giungla dei piu' forti e dell'arbitrio. Doveri senza diritti configurerebbero un cittadino di 'serie B' '.
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Partendo da li', laicita' e' costruire - nello spazio pubblico comune - soluzioni condivise alle sfide di oggi: centralita' della persona, sviluppo, immigrazione, clima e ambiente. Laicita' e' anche costruire un fondamento condiviso di valori a cui si possa aderire in base alle proprie convinzioni di fede o di cultura'.
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