Ci risiamo: il Governo dice si' a ronde e internamento Cie fino a 180 giorni
Si' del Governo alle cosiddette 'ronde' come disegnate - ma poi stralciate - nel decreto legge approvato prima di Pasqua alla Camera - e si' alla permanenza fino a 180 giorni dei clandestini nei centri di identificazione ed espulsione. Con due emendamenti al ddl sicurezza presentati in commissione affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio, il Governo prevede, da un alato, che in caso di mancata cooperazione al rimpatrio del cittadino da parte del paese d'origine o di ritardi nell'ottenere la documentazione richiesta, il periodo di trattenimento ( di 30 giorni piu' 30) possa essere prolungato con una richiesta di proroga di 60 giorni, allungabile di altri 60, "fino ad un periodo massimo complessivo non superiore a 180 giorni, previa convalida del giudice di pace.
La norma, gia' introdotta al Senato, non era passata al vaglio dell'aula ed era rimasta nel ddl la disposizione attuale della legge Bossi-Fini che prevede un massimo di 60 giorni.
Sulle cosiddette ronde, il Governo sostituisce l'articolo 52 del ddl e prevede che i sindaci, previa intesa con il prefetto, possano avvalersi della collaborazione di associazioni volontarie di cittadini non armati al fine di segnalare alle forze di polizia dello stato o locali, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. Le associazioni sono iscritte in apposito elenco tenuto a cura del prefetto, previa verifica dei requisiti necessari previsti da un decreto del ministro dell'Interno, da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. In via prioritaria, i sindaci si avvalgono delle associazioni costituite fra gli appartenenti, in congedo, alle forze dell'ordine , forze armate e altri corpi dello Stato. Le associazioni diverse da queste sono iscritte negli elenchi solo se non siano destinatarie a nessun titolo di risorse economiche a carico della finanza pubblica.
E' stato 'giusto il dissenso' sorto sulla norma che avrebbe potuto permettere ai medici di denunciare un clandestino. Se questa norma fosse stata approvata, si sarebbe trattato di 'errore giuridico e di miopia politica'. Lo ha detto Gianfranco Fini, presidente della Camera, che ieri mattina ha visitato a Roma l'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti.
Questa norma, per Fini, avrebbe creato rischi per la sicurezza della popolazione (si sarebbero creati 'circuiti alternativi, le persone si sarebbero rivolte a sciamani ed imbroglioni'). Ma soprattutto 'non avrebbe garantito il rispetto per la dignita' umana'.
RELATORI, VIA LA NORMA SUI 'MEDICI-SPIA' - Sara' probabilmente cancellata dal ddl sicurezza la norma che da' ai medici la possibilita' di denunciare gli immigrati clandestini. Un emendamento, in tal senso, e' stato presentato infatti dai due relatori di maggioranza del provvedimento, Jole Santelli e Francesco Sisto.
Su questo emendamento si erano appuntante (fin dall'inizio e ancora ieri) le dure critiche del presidente della Camera Gianfranco Fini, e di Alessandra Mussolini e di altri esponenti della maggioranza formalizzate nella lettera dei '101', che e' stata poi condivisa anche dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A quanto si e' appreso, la norma potrebbe essere ripresa in un altro provvedimento.
La norma, gia' introdotta al Senato, non era passata al vaglio dell'aula ed era rimasta nel ddl la disposizione attuale della legge Bossi-Fini che prevede un massimo di 60 giorni.
Sulle cosiddette ronde, il Governo sostituisce l'articolo 52 del ddl e prevede che i sindaci, previa intesa con il prefetto, possano avvalersi della collaborazione di associazioni volontarie di cittadini non armati al fine di segnalare alle forze di polizia dello stato o locali, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. Le associazioni sono iscritte in apposito elenco tenuto a cura del prefetto, previa verifica dei requisiti necessari previsti da un decreto del ministro dell'Interno, da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. In via prioritaria, i sindaci si avvalgono delle associazioni costituite fra gli appartenenti, in congedo, alle forze dell'ordine , forze armate e altri corpi dello Stato. Le associazioni diverse da queste sono iscritte negli elenchi solo se non siano destinatarie a nessun titolo di risorse economiche a carico della finanza pubblica.
E' stato 'giusto il dissenso' sorto sulla norma che avrebbe potuto permettere ai medici di denunciare un clandestino. Se questa norma fosse stata approvata, si sarebbe trattato di 'errore giuridico e di miopia politica'. Lo ha detto Gianfranco Fini, presidente della Camera, che ieri mattina ha visitato a Roma l'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti.
Questa norma, per Fini, avrebbe creato rischi per la sicurezza della popolazione (si sarebbero creati 'circuiti alternativi, le persone si sarebbero rivolte a sciamani ed imbroglioni'). Ma soprattutto 'non avrebbe garantito il rispetto per la dignita' umana'.
RELATORI, VIA LA NORMA SUI 'MEDICI-SPIA' - Sara' probabilmente cancellata dal ddl sicurezza la norma che da' ai medici la possibilita' di denunciare gli immigrati clandestini. Un emendamento, in tal senso, e' stato presentato infatti dai due relatori di maggioranza del provvedimento, Jole Santelli e Francesco Sisto.
Su questo emendamento si erano appuntante (fin dall'inizio e ancora ieri) le dure critiche del presidente della Camera Gianfranco Fini, e di Alessandra Mussolini e di altri esponenti della maggioranza formalizzate nella lettera dei '101', che e' stata poi condivisa anche dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A quanto si e' appreso, la norma potrebbe essere ripresa in un altro provvedimento.
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