Cie Ponte Galeria, Governatrice Polverini dopo visita (annunciata): tutto bene
Il Garante dei detenuti del Lazio e organizzazioni per i diritti civili avevano denunciato la situazione insostenibile del Cie di Ponte Galeria. Di diverso avviso la presidente della Regione Lazio Renata Polverini che ha visitato ieri pomeriggio il Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma. Lo ha fatto però dopo averlo ampiamente annunciato.
Con lei, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e gli assessori regionali al sociale e al bilancio, Aldo Forte e Stefano Cetica, e il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Ad accompagnare le autorita' all'interno della struttura il direttore Giuseppe Di Sangiuliano e il dirigente dell'ufficio immigrazione della questura di Roma, Maurizio Improta. Polverini ha visitato molti degli ambienti del Cie, dalla zona udienze al refettorio (dove vengono serviti pasti rispettosi delle identita' religiosi concordati ogni quindici giorni con gli ospiti) fino all'ambulatorio dove i sanitari hanno raccontato come oltre a sintomi come dolori o pressione alta in piu' occasioni arrivino ospiti con ferite auto prodotte, in particolare in concomitanza con l'uscita dalla struttura: sperano, ha spiegato un medico, di essere portati al pronto soccorso da dove e' piu' facile allontanarsi. La governatrice ha inoltre visitato le camerate femminili, ambienti con cortili circondati da alte sbarre con sei letti a locale. Letti semplici, con lenzuola azzurre e rosa appoggiati a pareti tappezzate da foto di moda staccate dalle riviste. Nei cortili alcune ospiti visibilmente accaldate hanno scelto di spostare i materassi all'aperto. A gruppetti donne africane o dell'est si riuniscono in capannelli all'ombra passando il tempo acconciandosi i capelli reciprocamente. In un'altra camerata, ripulita di recente, e' stato allestito un piccolo altarino con un semplice crocifisso e immagini della Madonna. C'e' anche una gatta con i suoi cuccioli che le ospiti curano. Attualmente i luoghi di preghiera, la moschea e la chiesa, sono adattati in due stanze: da Pecoraro l'impegno affinche' siano realizzate strutture vere e non occasionali.
Dalla comunita' islamica inoltre, ha spiegato Improta, c'e' un accordo affinche' due volte a settimana venga un imam come guida spirituale. All'interno della struttura anche un barbiere e un parrucchiere e si svolgono alcune attivita' ricreative, come un corso di danza. Agli ospiti, e' stato spiegato, viene dato ogni due giorni un buono da sette euro con il quale possono essere 'acquistati' generi alimentari o tabacco nello spaccio interno.
Attualmente al Cie risiedono 99 donne e 85 uomini, che conducono vite rigorosamente separate: secondo i dirigenti non si verificano mai problemi di sovraffollamento. All'arrivo a ognuno di loro viene consegnato un kit con indumenti e biancheria.
Polverini si e' inoltre fermata a parlare con un palestinese di 43 anni, uno dei quattro che parteciparono all'attentato alle linee aeree israeliane a Fiumicino che nel 1984 costo' la vita a 13 persone. L'uomo dopo aver passato 27 anni in carcere, dove si e' laureato, sta ora richiedendo asilo umanitario.
'Rispetto a quanto avevamo letto su un giornale - ha detto Polverini - ne usciamo confortati. Oggi abbiamo rinnovato il protocollo sanitario ma vogliamo vedere se la Regione puo' continuare a dare un contributo: la questione e' il decoro degli ambienti e come impegnare il tempo di queste persone, perche' l'assenza di impegno puo' essere dannosa. Vigileremo perche' ci sia sempre questo clima: questo e' un paese che ha sempre accolto e cosi' deve rimanere. Me ne vado - ha concluso Polverini ricordando l'idea di realizzare dei luoghi di preghiera - mantenendo fermo il mio impegno'. 'E' giusto che le istituzioni vigilino - ha commentato Pecoraro, ricordando i lavori di sicurezza che comporteranno l'innalzamento delle sbarre per evitare che gli ospiti possano salire sui tetti, ferirsi o fuggire - perche' ogni contributo e' utile a garantire la dignita' degli ospiti: le forze dell'ordine e la cooperativa che gestisce il Cie ci fanno essere sereni sul fatto che chi e' qui venga trattato come una persona'. Marroni, pur sottolineando che 'il luogo e' quello che e'' si e' detto soddisfatto dell'equilibrio tra sicurezza e solidarieta' garantito dalla cooperativa.
Con lei, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e gli assessori regionali al sociale e al bilancio, Aldo Forte e Stefano Cetica, e il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Ad accompagnare le autorita' all'interno della struttura il direttore Giuseppe Di Sangiuliano e il dirigente dell'ufficio immigrazione della questura di Roma, Maurizio Improta. Polverini ha visitato molti degli ambienti del Cie, dalla zona udienze al refettorio (dove vengono serviti pasti rispettosi delle identita' religiosi concordati ogni quindici giorni con gli ospiti) fino all'ambulatorio dove i sanitari hanno raccontato come oltre a sintomi come dolori o pressione alta in piu' occasioni arrivino ospiti con ferite auto prodotte, in particolare in concomitanza con l'uscita dalla struttura: sperano, ha spiegato un medico, di essere portati al pronto soccorso da dove e' piu' facile allontanarsi. La governatrice ha inoltre visitato le camerate femminili, ambienti con cortili circondati da alte sbarre con sei letti a locale. Letti semplici, con lenzuola azzurre e rosa appoggiati a pareti tappezzate da foto di moda staccate dalle riviste. Nei cortili alcune ospiti visibilmente accaldate hanno scelto di spostare i materassi all'aperto. A gruppetti donne africane o dell'est si riuniscono in capannelli all'ombra passando il tempo acconciandosi i capelli reciprocamente. In un'altra camerata, ripulita di recente, e' stato allestito un piccolo altarino con un semplice crocifisso e immagini della Madonna. C'e' anche una gatta con i suoi cuccioli che le ospiti curano. Attualmente i luoghi di preghiera, la moschea e la chiesa, sono adattati in due stanze: da Pecoraro l'impegno affinche' siano realizzate strutture vere e non occasionali.
Dalla comunita' islamica inoltre, ha spiegato Improta, c'e' un accordo affinche' due volte a settimana venga un imam come guida spirituale. All'interno della struttura anche un barbiere e un parrucchiere e si svolgono alcune attivita' ricreative, come un corso di danza. Agli ospiti, e' stato spiegato, viene dato ogni due giorni un buono da sette euro con il quale possono essere 'acquistati' generi alimentari o tabacco nello spaccio interno.
Attualmente al Cie risiedono 99 donne e 85 uomini, che conducono vite rigorosamente separate: secondo i dirigenti non si verificano mai problemi di sovraffollamento. All'arrivo a ognuno di loro viene consegnato un kit con indumenti e biancheria.
Polverini si e' inoltre fermata a parlare con un palestinese di 43 anni, uno dei quattro che parteciparono all'attentato alle linee aeree israeliane a Fiumicino che nel 1984 costo' la vita a 13 persone. L'uomo dopo aver passato 27 anni in carcere, dove si e' laureato, sta ora richiedendo asilo umanitario.
'Rispetto a quanto avevamo letto su un giornale - ha detto Polverini - ne usciamo confortati. Oggi abbiamo rinnovato il protocollo sanitario ma vogliamo vedere se la Regione puo' continuare a dare un contributo: la questione e' il decoro degli ambienti e come impegnare il tempo di queste persone, perche' l'assenza di impegno puo' essere dannosa. Vigileremo perche' ci sia sempre questo clima: questo e' un paese che ha sempre accolto e cosi' deve rimanere. Me ne vado - ha concluso Polverini ricordando l'idea di realizzare dei luoghi di preghiera - mantenendo fermo il mio impegno'. 'E' giusto che le istituzioni vigilino - ha commentato Pecoraro, ricordando i lavori di sicurezza che comporteranno l'innalzamento delle sbarre per evitare che gli ospiti possano salire sui tetti, ferirsi o fuggire - perche' ogni contributo e' utile a garantire la dignita' degli ospiti: le forze dell'ordine e la cooperativa che gestisce il Cie ci fanno essere sereni sul fatto che chi e' qui venga trattato come una persona'. Marroni, pur sottolineando che 'il luogo e' quello che e'' si e' detto soddisfatto dell'equilibrio tra sicurezza e solidarieta' garantito dalla cooperativa.
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