Venerdì 5 giugno 2026
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Le cifre oscure dell'Aids nel Vecchio Continente: il 30% dei sieropositivi non sa di essere infetto

EUROPA
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Si stima che nell'Europa occidentale il 30% dei sieropositivi non sappia d'essere infetto. Lo ha detto Juergen Rockstroh della clinica universitaria di Bonn introducendo la dodicesima Conferenza europea sull'Aids che si svolge a Colonia alla presenza di 4.000 esperti. Spesso la diagnosi viene fatta quando la malattia è già conclamata, perciò, secondo Rockstroh, non è proprio il caso d'allentare la guardia. "D'Aids si muore ancora, anche in Germania, soprattutto tra coloro cui viene diagnosticata la malattia quando gli organi sono già intaccati". Nell'Europa orientale la cifra nascosta arriva anche al 70%, con conseguenze disastrose in termini di diffusione inconsapevole. In pratica, in Europa un sieropositivo su due non sa di esserlo. I quattro giorni di conferenza dovranno servire a preparare nuove campagne informative, programmi di diagnosi precoce e d'accesso alle cure. Si parlerà anche di vaccini. Recentemente sono stati pubblicati i risultati di uno studio sul vaccino di ricercatori statunitensi e thailandesi. Un primo segnale, ma niente di più; i tempi saranno ancora lunghi, ha sostenuto la premio Nobel francese Françoise Barré-Sinoussi. Che ha criticato le esternazioni sui preservativi di Papa Benedetto XVI della primavera scorsa. Dire che il preservativo non è una soluzione al problema dell'Aids è falso e "fatale".
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