Cile. Pinochet si arricchi' col narcotraffico
L'immensa fortuna accumulata da Augusto Pinochet proviene dal narcotraffico, ha rivelato in un rapporto scritto in carcere l'ex generale e capo della Dina, la polizia segreta dell'ex dittatore, Manuel Contreras pubblicato oggi dal quotidiano cileno La Nacion.Contreras, uno dei piu' stretti collaboratori di Pinochet, ha consegnato il documento al giudice Claudio Pavez, che conduce l'inchiesta sulla morte del colonnello Geraldo Huber nel 1992. Contreras ha affermato di essersi deciso a parlare proprio a causa della sua amicizia con Huber, ex membro della Dina e direttore della Famae (Fabbrica di materiali e armi dell'Esercito cileno). Secondo quanto scrive Contreras, quando Huber assunse la direzione del Complesso chimico dell'Esercito, a Talagante, verso la meta' degli anni '80, diede incarico al perito chimico Eugenio Berrios, di fabbricare la cosiddetta 'cocaina nera', o 'cocaina russa', che era poi inviata negli Stati Uniti e in Europa. L'ex capo della Dina insiste sul fatto che fu lo stesso Pinochet ad autorizzare la fabbricazione di cocaina nel complesso chimico dell'Esercito.
A occuparsi della distribuzione, secondo Contreras, erano il figlio del dittatore, Marco Antonio Pinochet, e Edgardo Bathich, parente del boss del traffico internazionale di armi e droga Monser al-Kassar. Sarebbe stato lo stesso al-Kassar a fare le rimesse con i proventi dello smercio sui conti correnti del clan Pinochet negli Usa e in Svizzera.
Secondo Contreras, i vertici dell'Esercito cileno all'epoca erano perfettamente al corrente dell'esistenza e della provenienza della fortuna illecita di Pinochet. 'Ricordo commenti sul fatto che i nipoti di Pinochet sarebbero stati immensamente ricchi', conclude Contreras.
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