Domenica 7 giugno 2026
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Cile. Il presidente Lagos giudica "sconvenienti" le critiche Usa in materia di droga

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Il presidente cileno, Ricardo Lagos ha qualificato ieri "sconveniente" che gli Stati Uniti si arroghino il diritto di giudicare fatti interni di un Paese. Il Dipartimento di Stato Usa nel suo rapporto annuale sui diritti Umani nel mondo e nella lotta alla droga aveva parlato anche del Cile, analizzando i problemi carcerari e il sovraffollamento, riconoscendo tuttavia gli sforzi fatti per superare la situazione attuale. Nello stesso rapporto si individuava il Cile come un Paese ad alto rischio per trasformarsi in "corridoio di passaggio per il traffico di droghe e centro di riciclaggio di denaro sporco" del Sudamerica, a causa dell'apertura economica e commerciale portata avanti dalle autorita' cilene.
A Lagos non e' piaciuta l'intromissione. Cosi' come era successo per le dichiarazioni del cardinale Jorge Medina sul divorzio e la "pillola del giorno dopo", ha rivendicato il diritto di uno Stato a non permettere che un altro si immischi nei suoi affari interni. "A me sembra che e' sconveniente che un Paese, per importante che sia, si arroghi il diritto di giudicare la situazione. Credo che questo spetti a organismi internazionali", ha chiaramente detto Lagos. Fonti governative hanno poi fatto sapere che il Governo non aveva mai criticato le opinioni diffuse da organizzazioni non governative come Amnesty International, Human Rights Watch o dalla Commissione Interamericana sui Diritti Umani, altra cosa e' invece un rapporto di un Governo. "Non mi sembra che un Paese deve dare conto ad un altro Paese di come tiene in ordine la propria casa", ha aggiunto Lagos: "non mi sembra che debbo dare esami a organismi che sono rispettati (il Dipartimento di Stato Usa), ma che sono solo l'opinione di un Paese".
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