Cile. Scandalo nell'Antidroga
Il capo della Brigata Antinarcotici di Iquique, l'ormai ex commissario Raul Sumonte, e' risultato positivo per cocaina ad un test antidoping. Semplice consumatore o coinvolto anche nel narcotraffico? Sumonte si dichiara innocente, e imputa la positivita' al test per l'assunzione di farmaci legali. La vicenda ha portato con se' un'ondata di polemiche e di sospetti sul lavoro dell'antidroga cilena in generale, e in particolare di quella di Iquique, la zona di maggior ingresso di stupefacenti in arrivo dal Peru' e dalla Bolivia. E mentre il Governo aspetta un rapporto ufficiale dal capo della Brigata Nazionale Antinarcotici, Carlos Espinoza, si guardano anche i numeri delle operazioni. Le cifre degli ultimi tre mesi sono contraddittorie: la cocaina sequestrata e' triplicata rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, 181 chili, contro 96, la pasta base invece e' diminuita da 268 chili a 199. Tuttavia quasi tutte le operazioni sono da imputare ai Carabinieri e non all'Antinarcotici.
Un'altra questione aperta e' quella degli informatori, uno in particolare che aveva goduto dell'appoggio con una testimonianza a suo favore di Sumonte, Jorge Aguilera Loyola, che nel 1998 era stato accusato di far parte di un gruppo di narcotrafficanti.
Un'altra questione aperta e' quella degli informatori, uno in particolare che aveva goduto dell'appoggio con una testimonianza a suo favore di Sumonte, Jorge Aguilera Loyola, che nel 1998 era stato accusato di far parte di un gruppo di narcotrafficanti.
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