Cile. Il veto del presidente sul divieto alla ricerca
Dopo otto anni di dibattiti parlamentari e di votazioni, lo scorso 18 ottobre al Congresso era stata approvata la legge per la ricerca scientifica, il genoma e per proibire la clonazione umana. Arrivata al Senato, il presidente Ricardo Lagos ha deciso di mettere il veto sul primo articolo che testualmente definisce l'inizio della vita a partire dal concepimento, accettando la tesi della Chiesa Cattolica. "Questa legge ha come finalita' proteggere la vita degli esseri umani, dal momento del concepimento, la loro integrita' fisica e psichica, cosi' come la loro diversita' e identita' genetica, in relazione alla ricerca scientifica biomedica e alle loro applicazioni cliniche".
Lagos che si trovava in Corea aveva chiesto al ministro della Salute, Pedro García, di apporre il veto presidenziale per evitare le conseguenze disastrose sulle tecniche di fecondazione assistita e anche sulla pillola del giorno dopo. Un veto per rettificare cosi' la legge: "Le sue disposizioni non si applicano rispetto alle procedure e alle tecniche il cui unico proposito sia ottenere la riproduzione assistita degli esseri umani, ne' rispetto ai meccanismi anticoncezionali".
Il ministro inizialmente si sarebbe opposto a questa decisione tanto che Lagos sarebbe stato tentato di "licenziarlo", poi García avrebbe deciso di seguire la linea presidenziale e l'affaire si e' chiuso almeno nell'ambito del Governo, ma che la questione sia scottante e polemica lo confermano gli otto anni di gestazione della legge.
Gli ambienti piu' progressisti, come i radicali e i membri del Ps-Ppd, hanno criticato il parlamento per cercare di definire qualcosa che non e' chiaro neppure per la comunita' scientifica, tantopiu' che l'obbiettivo della legge era altro: regolamentare la ricerca scientifica e proibire la clonazione umana. "Mi sembra assurdo che nel Congresso stiamo legiferando su quando comincia la vita, quando ne' dal punto di vista scientifico, ne' spirituale o religioso esiste un accordo su questo principio", ha segnalato il parlamentare radicale Alberto Robles.
Un dibattito che ha coinvolto anche il mondo scientifico. Una delle posizioni piu' forti e' stata quella di Fernando Zegers, specialista in medicina riproduttiva della Clinica Las Condes, che criticando l'articolo in questione, ha spiegato che accettare il concetto che si e' persona dal momento del concepimento "fornisce la stessa protezione ad una persona nata che ad una struttura unicellulare".
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Lagos che si trovava in Corea aveva chiesto al ministro della Salute, Pedro García, di apporre il veto presidenziale per evitare le conseguenze disastrose sulle tecniche di fecondazione assistita e anche sulla pillola del giorno dopo. Un veto per rettificare cosi' la legge: "Le sue disposizioni non si applicano rispetto alle procedure e alle tecniche il cui unico proposito sia ottenere la riproduzione assistita degli esseri umani, ne' rispetto ai meccanismi anticoncezionali".
Il ministro inizialmente si sarebbe opposto a questa decisione tanto che Lagos sarebbe stato tentato di "licenziarlo", poi García avrebbe deciso di seguire la linea presidenziale e l'affaire si e' chiuso almeno nell'ambito del Governo, ma che la questione sia scottante e polemica lo confermano gli otto anni di gestazione della legge.
Gli ambienti piu' progressisti, come i radicali e i membri del Ps-Ppd, hanno criticato il parlamento per cercare di definire qualcosa che non e' chiaro neppure per la comunita' scientifica, tantopiu' che l'obbiettivo della legge era altro: regolamentare la ricerca scientifica e proibire la clonazione umana. "Mi sembra assurdo che nel Congresso stiamo legiferando su quando comincia la vita, quando ne' dal punto di vista scientifico, ne' spirituale o religioso esiste un accordo su questo principio", ha segnalato il parlamentare radicale Alberto Robles.
Un dibattito che ha coinvolto anche il mondo scientifico. Una delle posizioni piu' forti e' stata quella di Fernando Zegers, specialista in medicina riproduttiva della Clinica Las Condes, che criticando l'articolo in questione, ha spiegato che accettare il concetto che si e' persona dal momento del concepimento "fornisce la stessa protezione ad una persona nata che ad una struttura unicellulare".
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