Cina. Liaoning. Shenyang. Giapponese condannato a morte per traffico di droghe, ricorre in appello
Nel distretto di Shenyang, nella provincia di Liaoning, e' stato condannato a morte un giapponese di oltre sessanta anni, colpevole di contrabbando di "stimolanti", dalla Cina al Giappone. Se la sentenza fosse confermata in appello (attesa entro quattro/cinque mesi), sarebbe il primo cittadino del Sol Levante ad essere giustiziato in Cina. Il consolato e' immediatamente intervenuto, incontrando il prigioniero e assicurandosi che avesse un avvocato per la difesa. L'uomo, di cui non si conosce l'identita', fu scoperto al "Dalian Airport", a luglio, mentre cercava di lasciare il Paese con 1,25 kg. di droghe. In Cina, la produzione, la vendita, e il contrabbando di droghe sono crimini molto gravi, e il traffico di poco piu' di 50 grammi d'eroina e' punito con la pena di morte. Per la legge penale in vigore, la pena capitale puo' essere commutata in ergastolo, qualora il prigioniero non commetta nessuno crimine nei due anni seguenti la condanna.Fonti del ministero degli Esteri, riportano che quattordici giapponesi sono stati arrestati, lo scorso anno, negli aeroporti di Shangai, Shenyang, Dalian e Guanzhou, e solo due, tra il 1999 e il 2002. La maggior parte degli arrestati, nel 2003, non appartenevano ad associazioni criminali, ma erano "persone senza fissa dimora", le quali, pagate da sconosciuti, si prestavano a recarsi in Cina per poi tornare in Giappone, trasportando con se' droghe illegali.
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