Cina. Nuova richiesta di eutanasia riaccende il dibattito sul diritto a morire
L'eutanasia e' nuovamente al centro del dibattito politico dopo che una donna della contea meridionale di Pingtung ha chiesto una legge che permetta di porre fine alla vita del figlio affetto da paralisi cerebrale.
Yu Pao-chin, 54 anni, si e' presa cura del figlio Chu Chia-jung, che soffre di paralisi e altre disabilita' da quanto e' nato 25 anni fa.
Chu si lamenta del dolore e del prurito insopportabile ogni giorno, anche se non riesce ad esprimersi chiaramente. A parte l'attenzione continua della madre, il ragazzo vive grazie al trattamento di sostentamento vitale.
Il dolore e la frustrazione spingono Chu ogni giorno a tentare di farse del male, sbattendo la testa violentemente contro il muro o prendendosi a morsi.
La madre, in una lettera ad un quotidiano, ha scritto che suo figlio soffre da ormai troppo tempo. La legalizzazione dell'eutanasia, secondo la donna, e' l'unica strada che rimane.
I responsabili del ministero della Salute hanno pero' ribadito che l'eutanasia e' illegale nel Paese. C'e' la possibilita' di evitare manovre di emergenza e rianimazione per i pazienti terminali, ma Chu non rientra in questo gruppo di persone -e pertanto non ha diritto neanche al ricovero in hospice. Ogni tentativo di accorciare la vita del ragazzo, hanno ammonito i responsabili del ministero, risulterebbe in una condanna per omicidio.
Yu Pao-chin e suo figlio non sono le uniche persone in queste condizioni. Secondo alcune stime sarebbero in 300mila nelle medesime circostanze in cui si trova il ragazzo e la sua famiglia.
Uno dei casi piu' noti e' quello di Wang Hsiao-ming, entrato in coma a seguito di un incidente stradale 42 anni fa. Una ragazzina all'epoca, musicista e studente presso una delle migliori scuole del Paese, Hsiao-ming fu investita da un'auto mentre andava in classe.
La madre di Hsiao-ming, che si e' presa cura della figlia per oltre 30 anni prima di morire, ha lottato per molti anni per ottenere il permesso a praticare l'eutanasia sulla figlia. Dopo la sua morte e quella del marito, Hsiao-ming e' ora seguita dalle sorelle.
Yu Pao-chin, 54 anni, si e' presa cura del figlio Chu Chia-jung, che soffre di paralisi e altre disabilita' da quanto e' nato 25 anni fa.
Chu si lamenta del dolore e del prurito insopportabile ogni giorno, anche se non riesce ad esprimersi chiaramente. A parte l'attenzione continua della madre, il ragazzo vive grazie al trattamento di sostentamento vitale.
Il dolore e la frustrazione spingono Chu ogni giorno a tentare di farse del male, sbattendo la testa violentemente contro il muro o prendendosi a morsi.
La madre, in una lettera ad un quotidiano, ha scritto che suo figlio soffre da ormai troppo tempo. La legalizzazione dell'eutanasia, secondo la donna, e' l'unica strada che rimane.
I responsabili del ministero della Salute hanno pero' ribadito che l'eutanasia e' illegale nel Paese. C'e' la possibilita' di evitare manovre di emergenza e rianimazione per i pazienti terminali, ma Chu non rientra in questo gruppo di persone -e pertanto non ha diritto neanche al ricovero in hospice. Ogni tentativo di accorciare la vita del ragazzo, hanno ammonito i responsabili del ministero, risulterebbe in una condanna per omicidio.
Yu Pao-chin e suo figlio non sono le uniche persone in queste condizioni. Secondo alcune stime sarebbero in 300mila nelle medesime circostanze in cui si trova il ragazzo e la sua famiglia.
Uno dei casi piu' noti e' quello di Wang Hsiao-ming, entrato in coma a seguito di un incidente stradale 42 anni fa. Una ragazzina all'epoca, musicista e studente presso una delle migliori scuole del Paese, Hsiao-ming fu investita da un'auto mentre andava in classe.
La madre di Hsiao-ming, che si e' presa cura della figlia per oltre 30 anni prima di morire, ha lottato per molti anni per ottenere il permesso a praticare l'eutanasia sulla figlia. Dopo la sua morte e quella del marito, Hsiao-ming e' ora seguita dalle sorelle.
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