Cina. La rotta dello Xinjiang
L'eroina che parte dalle coltivazioni di oppio nell'Asia Centrale ("mezzaluna d'oro", principalmente, per i noti problemi, l'Afghanistan), ha come "rotta" quasi obbligata i Paesi dell'ex Urss, che, attraverso l'Europa dell'est portano l'eroina nell'Europa occidentale (circa il 90% dell'eroina presente sul mercato britannico, e' afghana n.d.r.).Negli ultimi anni, una parte della "rotta" passa anche attraverso il territorio della Repubblica Popolare Cinese, soprattutto nella provincia dello Xinjiang, la piu' occidentale, al confine con Tajikistan, Kazakistan e Kyrgyztan.
Secondo Bates Gill del Center for Strategic Studies di Washington ed autrice di alcuni rapporti sulla Cina e l'Asia Centrale, "il commercio dell'eroina sta diventando un problema sempre piu' difficile per la Cina (fino a pochi anni fa, ufficialmente, in Cina, "non esisteva droga" n.d.r.), sia per il numero crescente di consumatori, che per l'aumento della criminalita'. Inoltre, nel Xinjiang, il piu' grande vettore per l'Aids e' l'uso di droghe iniettabili".
La Cina, nel 2002 ha sequestrato circa il 20% di tutta l'eroina sequestrata nel mondo. La maggior parte dell'eroina consumata in Cina, al momento, proviene dal "Triangolo d'oro" del Sud-est asiatico, e soprattutto dal Myanmar. Secondo un rapporto dell'Unodc, comunque, la regione potrebbe non essere piu', da qui a qualche anno, una delle maggiori produttrici di eroina, ma il commercio si andrebbe comunque a spostare altrove nella regione dell'Asia Centrale.
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