Sabato 6 giugno 2026
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Cina. Tre giustiziati per traffico di droga

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Tre cinesi sono stati giustiziati dopo la condanna per traffico di droghe, lo rende noto Nessuno Tocchi Caino, l'associazione radicale che si batte contro la pena di morte. Chen Minggang, Sun Shuangli e Liu Fagang sono stati giustiziati il 12 gennaio nella Regione Autonoma del Guangxi Zhuang; i primi due, originari della provincia dell'Henan, erano stati condannati a morte per il traffico di 1,76 kg di metanfetamine ed eroina. La polizia li aveva arrestati il 29 marzo 2003, sul treno che avevano preso per portare la droga fino a Guangzhou.
Il terzo uomo, originario dello Yunnan, era stato condannato a morte per il traffico di 323 gr di eroina. Era stato arrestato il 6 aprile 2004, mentre trasportava la sostanza.
Le tre sentenze di morte erano state emesse lo scorso anno dal Tribunale Intermedio del Popolo, con gli appelli successivamente respinti dall'Alta Corte del Popolo del Guangxi.
In Cina e' prevista la pena di morte per chiunque sia stato condannato per traffico di un quantitativo pari o superiore a 50 grammi di eroina.
Le sentenze avvengono normalmente in campi sportivi o pubbliche piazze colmi di spettatori urlanti, con musica assordante, e sono eseguite con un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata al cuore oppure alla nuca con il condannato in ginocchio, le caviglie ammanettate e le mani legate dietro la schiena. Nel 1997, la Cina ha introdotto il metodo dell'iniezione letale (applicata per la prima volta nello Yunnan) e, di recente, in molte Province sono state allestite delle unita' mobili su dei furgoni da 24 posti, opportunamente modificati, che raggiungono il luogo dell'esecuzione. Il detenuto e' assicurato con delle cinghie a un lettino di metallo posto sul retro del furgone. Una volta inserito l'ago, un poliziotto preme un bottone e automaticamente la sostanza letale viene iniettata nella vena. L'esecuzione puo' essere seguita su un monitor accanto al posto di guida ed eventualmente registrata. Le esecuzioni possono cosi' effettuarsi in pochi minuti dopo l'emissione della condanna a morte, senza la necessita' di trasferirsi in luoghi pubblici dove possono verificarsi tumulti.
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