Cinquemila ogni anno per i 'viaggi della speranza'
Sono oltre cinquemila gli italiani che, ogni anno, partono verso l'estero per farsi curare, in una sorta di moderno 'viaggio della speranza', convinti che in Italia ci sia scarsa attenzione per i diritti del malato. I dati parlano di un cittadino italiano su quattro che decide di andare a curarsi fuori dal territorio nazionale, preferibilmente in Francia, Belgio, Svizzera e Germania. E' quanto emerge dall'indagine di Cittadinanzattiva, stilata in base alle segnalazioni giunte all'associazione nel 2007 ed elaborata in occasione della Giornata europea dei diritti del malato che si celebra il 18 aprile, promossa da Active citizenship Network e Cittadinanzattiva.
Un fenomeno trasversale, quello delle migrazioni alla ricerca di cure, che secondo i dati del ministero della Salute colpisce sia le regioni del Sud Italia sia quelle del piu' moderno ed efficiente Nord. Si parte, infatti, dalla Campania (37%), dalla Sicilia (9%) e dalla Puglia (7%), ma anche dal Lazio (4%), dal Piemonte (10%) e dal Veneto (6%). E se gli ospedali di Oltralpe sono invasi dai malati italiani, non si puo' dire lo stesso degli ospedali del Bel Paese: nel 2006, per ogni europeo che si e' recato in Italia per farsi curare, 150 cittadini italiani hanno varcato il confine verso l'Europa affidandosi a medici esteri. Un fenomeno in enorme crescita, se si considera che solo nel 2000 la proporzione era di 1 a 54 e oggi e' di 1 a 150.
I motivi principali di questi 'viaggi della speranza' sono la necessita' di un trapianto di organi e di ricevere cure oncologiche. Ma anche la convinzione che in Italia ci sia scarsa attenzione per i diritti del malato.
E se questi viaggi pesano certamente sui malati, pesano almeno da un punto di vista economico anche sui conti dello Stato, visto che dal 2000 ad oggi le cure all'estero sono costate ogni anno dai 30 ai 50 milioni di euro. Le cifre sul 'listino della salute' sono impressionanti: per un trapianto di midollo si sborsano circa 60mila euro, 50mila per un intervento neurologico, 6mila per un innesto di cellule staminali a un tetraplegico e 4mila per un intervento alla schiena.
Comunicato stampa Beike Europe
In occasione della Giornata Europea dei diritti del malato, Beike Europe condivide pienamente l'analisi riportata da Cittadinanzattiva che evidenzia come risultino particolarmente disattesi i diritti ad ottenere le terapie in tempo, l'accesso alle cure, la libertà di scelta e le informazioni sulle innovazioni.
In questo senso occorre favorire l'applicazione e la ricerca nell'ambito biotecnologico quale quella sulle cellule staminali, per permettere a coloro che sono affetti da malattie neurodegenerative di migliorare già oggi la loro qualità di vita.
Le cellule staminali sono le cellule matrici che si differenziano in tutti i tessuti del corpo, dalla pelle al sangue dal cervello e al muscolo cardiaco. Hanno la provata capacità di aiutare nella rigenerazione degli organi e dei nervi, permettono la riparazione ed il ripristino dei tessuti e sono in grado di trattare efficacemente le malattie cardiovascolari. La Beike attualmente ha visto notevoli miglioramenti su malattie del sistema nervoso in pazienti cinesi ed internazionali. Molte di queste condizioni sono ancora considerate incurabili con le tecniche mediche convenzionali e rappresentano il 60% della mortalità mondiale. Mentre attualmente non è previsto in Occidente, gli scienziati nei laboratori come quello di Shenzhen in Cina stanno concentrandosi sulla tecnologia che potrebbe presto consentire la riprogrammazione delle cellule del corpo umano. Ciò permetterebbe di ottenere un significativo successo nell'usare le cellule staminali per trattare varie affezioni e di rigenerare le cellule nervose per guarire completamente le lesioni al midollo spinale, di creare le proprie cellule pancreatiche per arrestare il diabete o eventualmente generare cellule di qualunque altro tipo per trattare qualsiasi patologia di cui soffra il paziente. Questo rende la riuscita delle applicazioni cliniche con le cellule staminali di vitale importanza per la salute umana rappresentando così il vero futuro della medicina.
Un'interessante analisi pubblicata nel numero di gennaio della rivista scientifica "Nature" evidenzia come il Centro Beike diShenzhen sia l'unico accreditato che, accanto ai programmi di ricerca, abbia trattato un considerevole numero di pazienti con buoni risultati.
L'obiettivo deve essere: trasferire SUBITO i risultati della più avanzata ricerca biomedica dentro la pratica, e ciò per permettere a numerosi pazienti a cui oggi non viene data alcuna speranza, se non di guarire, di accedere a migliori condizioni.
In questo senso è scandaloso che non si affronti l'argomento della ricerca e della cooperazione internazionale in questo campo nonostante la disponibilità del mondo scientifico cinese.
Sembra quasi che l'ombra degli enormi interessi delle lobbies farmaceutiche interdica le proposte innovative.
Dal profilo delle critiche attinenti all'etica, ciò che veramente non è etico è non offrire la possibilità di curarsi a numerosi pazienti a cui oggi non viene data alcuna speranza.
Un fenomeno trasversale, quello delle migrazioni alla ricerca di cure, che secondo i dati del ministero della Salute colpisce sia le regioni del Sud Italia sia quelle del piu' moderno ed efficiente Nord. Si parte, infatti, dalla Campania (37%), dalla Sicilia (9%) e dalla Puglia (7%), ma anche dal Lazio (4%), dal Piemonte (10%) e dal Veneto (6%). E se gli ospedali di Oltralpe sono invasi dai malati italiani, non si puo' dire lo stesso degli ospedali del Bel Paese: nel 2006, per ogni europeo che si e' recato in Italia per farsi curare, 150 cittadini italiani hanno varcato il confine verso l'Europa affidandosi a medici esteri. Un fenomeno in enorme crescita, se si considera che solo nel 2000 la proporzione era di 1 a 54 e oggi e' di 1 a 150.
I motivi principali di questi 'viaggi della speranza' sono la necessita' di un trapianto di organi e di ricevere cure oncologiche. Ma anche la convinzione che in Italia ci sia scarsa attenzione per i diritti del malato.
E se questi viaggi pesano certamente sui malati, pesano almeno da un punto di vista economico anche sui conti dello Stato, visto che dal 2000 ad oggi le cure all'estero sono costate ogni anno dai 30 ai 50 milioni di euro. Le cifre sul 'listino della salute' sono impressionanti: per un trapianto di midollo si sborsano circa 60mila euro, 50mila per un intervento neurologico, 6mila per un innesto di cellule staminali a un tetraplegico e 4mila per un intervento alla schiena.
Comunicato stampa Beike Europe
In occasione della Giornata Europea dei diritti del malato, Beike Europe condivide pienamente l'analisi riportata da Cittadinanzattiva che evidenzia come risultino particolarmente disattesi i diritti ad ottenere le terapie in tempo, l'accesso alle cure, la libertà di scelta e le informazioni sulle innovazioni.
In questo senso occorre favorire l'applicazione e la ricerca nell'ambito biotecnologico quale quella sulle cellule staminali, per permettere a coloro che sono affetti da malattie neurodegenerative di migliorare già oggi la loro qualità di vita.
Le cellule staminali sono le cellule matrici che si differenziano in tutti i tessuti del corpo, dalla pelle al sangue dal cervello e al muscolo cardiaco. Hanno la provata capacità di aiutare nella rigenerazione degli organi e dei nervi, permettono la riparazione ed il ripristino dei tessuti e sono in grado di trattare efficacemente le malattie cardiovascolari. La Beike attualmente ha visto notevoli miglioramenti su malattie del sistema nervoso in pazienti cinesi ed internazionali. Molte di queste condizioni sono ancora considerate incurabili con le tecniche mediche convenzionali e rappresentano il 60% della mortalità mondiale. Mentre attualmente non è previsto in Occidente, gli scienziati nei laboratori come quello di Shenzhen in Cina stanno concentrandosi sulla tecnologia che potrebbe presto consentire la riprogrammazione delle cellule del corpo umano. Ciò permetterebbe di ottenere un significativo successo nell'usare le cellule staminali per trattare varie affezioni e di rigenerare le cellule nervose per guarire completamente le lesioni al midollo spinale, di creare le proprie cellule pancreatiche per arrestare il diabete o eventualmente generare cellule di qualunque altro tipo per trattare qualsiasi patologia di cui soffra il paziente. Questo rende la riuscita delle applicazioni cliniche con le cellule staminali di vitale importanza per la salute umana rappresentando così il vero futuro della medicina.
Un'interessante analisi pubblicata nel numero di gennaio della rivista scientifica "Nature" evidenzia come il Centro Beike diShenzhen sia l'unico accreditato che, accanto ai programmi di ricerca, abbia trattato un considerevole numero di pazienti con buoni risultati.
L'obiettivo deve essere: trasferire SUBITO i risultati della più avanzata ricerca biomedica dentro la pratica, e ciò per permettere a numerosi pazienti a cui oggi non viene data alcuna speranza, se non di guarire, di accedere a migliori condizioni.
In questo senso è scandaloso che non si affronti l'argomento della ricerca e della cooperazione internazionale in questo campo nonostante la disponibilità del mondo scientifico cinese.
Sembra quasi che l'ombra degli enormi interessi delle lobbies farmaceutiche interdica le proposte innovative.
Dal profilo delle critiche attinenti all'etica, ciò che veramente non è etico è non offrire la possibilità di curarsi a numerosi pazienti a cui oggi non viene data alcuna speranza.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti