Cioccolato amaro: ottimo, ma attenti al cadmio
Il cioccolato amaro riduce il rischio di ricaduta dopo un infarto, migliora la funzione cardiovascolare e abbassa la pressione sanguigna, secondo certe risultanze scientifiche. Così quello amaro, particolarmente ricco di cacao, ha acquisito fama e apprezzamento, tanto che negli ultimi venticinque anni la sua quota è salita dall'8% al 18% del consumo generale. Ma l'Istituto federale di valutazione dei rischi (BfR) segnala che l'uso regolare e prolungato comporta l'assunzione di cadmio, suscettibile, tra l'altro, di nuocere ai reni. Più cacao significa più cadmio che la pianta assorbe dal terreno. La qualità più pregiata arriva da Ecuador, Messico e Papua-Guinea, dove è coltivato in terreni ricchi di quel metallo pesante. L'organismo Ue per la sicurezza alimentare (Efsa) considera tollerabili 2,5 microgrammi di cadmio per chilo di peso assunti in una settimana, quindi la preoccupazione è poco alta per dei consumatori adulti moderati. Invece il problema riguarda da vicino i bambini: un ragazzino di venti chili fa presto a superare il limite -tanto più che sono proprio i bambini a mangiare più cioccolata.ADUC è indipendente
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