Sabato 6 giugno 2026
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Cirio: al via la Prodi-Bis, si cercano compratori

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La Cirio e' in vendita. Dopo quasi due mesi di lavoro, dai tre commissari giudiziali chiamati dal governo al salvataggio della Cirio e' giunta una "valutazione sicuramente favorevole" all'amministrazione straordinaria per Cirio Holding, Ciro Finanziaria, Cirio Del Monte Italia e Cirio Del Monte Nv. Le attivita' principali, quella di trasformazione del pomodoro (marchi Cirio e De Rica) e quella della frutta lavorata (Del Monte) sono in piena salute dal punto di vista industriale. Ma la crisi finanziaria del gruppo -con un rapporto debito/fatturato e debito/capitale proprio "spropositato"- non consente che una strada: quella delle dismissioni delle sue attivita', sia centrali che periferiche. La societa' non puo' farcela da sola, e anche vendendo i suoi asset non strategici il suo debito e' tale da far apparire "molto difficoltoso", si legge nella relazione dei commissari, il ritorno 'in bonis' delle imprese". I commissari Luigi Faregna, Mario Resca e Attilio Zimatore hanno messo fine a un ultimo tentativo, da parte di Sergio Cragnotti, di restare in scena, rigettando una proposta di ristrutturazione giunta da tre avvocati dell'entourage dell'ex patron della Cirio. Saranno probabilmente loro a guidare la Cirio in questa nuova fase. Si da' per scontato infatti il via libera del tribunale alla Prodi-bis, e secondo prassi i commissari giudiziali vengono confermati commissari straordinari. Ma i tre, come nel 'mandato' ricevuto dal ministro dell'Industria Antonio Marzano che ad agosto li ha proposti al tribunale di Roma, se confermati dovranno cimentarsi con la parte piu' difficile dell'imprese: trovare un compratore che sia italiano, innanzitutto, e che sia disposto ad accollarsi il gruppo nella sua integrita' con tutti i suoi debiti in secondo luogo. Pur definendo preferibile la via della cessione 'in blocco' e a compratori italiani, lo stesso Resca non ha escluso che la Del Monte, le cui attivita' sono dislocate su quattro continenti, possa finire in mani straniere, ne' che l'esito finale, in mancanza di un compratore in blocco, sia quello dello 'spezzatino''. "Se ci sara' qualche italiano con le competenze per gestire la Del Monte, la cui attivita' parte dalle Filippine e attraverso il Sudafrica tocca 4 continenti, ben venga", ha detto il presidente della McDonald's Italia. Difficile riconoscere un acquirente con tanta esperienza in Divella o Conserve Italia, interessati piuttosto in alcuni rami d'azienda. Il nome che si fa negli ambienti vicini alla societa' e' quello della Barilla, che appare l'unico gruppo italiano in grado di mettersi a capo delle attivita' multinazionali della Cirio. Mantenere l'italianita' della Cirio non e' la sola partita difficile che aspetta i commissari. L'altra sfida e' quella rappresentata dagli obbligazionisti: la Prodi-bis congela i debiti allo scopo di rimettere in piedi l'azienda. In proposito Resca si e' limitato a notare che l'amministrazione straordinaria "consente di soddisfare molto meglio i creditori di quanto possa essere un eventuale fallimento" e, a proposito degli oltre 500 milioni di euro volatilizzati, che "se ci fosse la possibilita' di recuperarli in toto la situazione sarebbe migliore per tutti". Nella relazione depositata oggi alla sezione fallimentare del tribunale civile di Roma e' data ormai per perduta la Bombril, con la conseguenza che sara' molto piu' difficile recuperare quei soldi. La parola spetta ora al giudice Vincenzo Vitalone, che entro un mese decidera' se concedere i benefici della Prodi-bis, dopo aver ricevuto il parere di Marzano. E che stamane non nascondeva qualche preoccupazione: i 35.000 possessori dei Cirio-bond potrebbero creare piu' di un intoppo rivolgendosi uno per uno al tribunale, anziche' insieme attraverso il trustee Law Debenture.
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