Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Cirio: oggi vertice al ministero, domani tribunale

Notizia ·
Settimana decisiva per la salvezza della Cirio. Per il gruppo alimentare oggi e domani sono i giorni della verita', piu' ancora di giovedi' scorso quando e' stata decisa la liquidazione. Scadenze a brevissimo termine, a meno di una settimana dal cda che ha aperto la liquidazione, a testimoniare la volonta' di intervenire tempestivamente per salvare un'azienda essenziale del comparto alimentare italiano. Oggi e' in programma alle 16,30 un incontro al ministero delle Attivita' produttive convocata dal ministro Antonio Marzano per esaminare "le problematiche dell'azienda Cirio". Ci saranno oltre al ministro il sottosegretario Mario Valducci, la Cirio del Monte spa, l'Abi, e varie organizzazioni di categoria come Flai Cgil, Uila Uil, Fai Cisl, Confederazione generale dell'agricoltura italiana, Confederazione nazionale lavoratori diretti, Confederazione italiana agricoltori. Un incontro fondamentale, quello al ministero, in cui verranno sentite le parti interessate e si fara' il punto sulla fattibilita' di un piano che possa evitare la liquidazione attraverso l'amministrazione straordinaria richiesta da Cirio Finanziaria e Cirio Del Monte Italia. Proprio su questa richiesta si pronuncera' domani la sezione fallimentare del Tribunale civile di Roma, in un'udienza in cui la Cirio sara' rappresentata da una squadra di tre legali, guidata dal professor Agostino Gambino assistito dal professor Franco Coppi e dall'avvocato Bernardo Benincasa. Si trattera' di valutare, come prevede la legge, se esistono prospettive di recupero per il gruppo alimentare tali da giustificare l'amministrazione straordinaria e con essa il congelamento dei crediti vantati, in particolare, da banche e obbligazionisti.
Nel frattempo l'advisor Ubaldo Livolsi sta lavorando intensamente al dossier Cirio nonostante il colpo subito giovedi' scorso dal piano di ristrutturazione del debito elaborato dal suo studio assieme a Rothschild. Il ministro Marzano avrebbe dato segnali di disponibilita' all'idea di andare avanti con il piano Livolsi -rifiutato dalle assemblee di quattro emissioni obbligazionarie su un totale di sette- e piu' in la' integrarlo con un'offerta congrua per gli obbligazionisti piu' svantaggiati in modo da ottenere il loro assenso. Tutto cio', ovviamente, in un'ottica di medio termine: se andra' in porto il progetto di applicare la legge Prodi-bis del 1999 alla Cirio, infatti, la prima fase sara' quella del rilancio industriale, e proprio in questa fase il congelamento dei crediti dovrebbe fornire l'ossigeno necessario per rimettere in piedi le attivita' del gruppo, per il quale si sono fatti avanti in particolare due societa', Divella e Conserve Italia, la cui disponibilita' a collaborare per evitare lo "spezzatino" della Cirio e' stata salutata positivamente dal ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno.
Con il sistema finanziario messo particolarmente sotto stress dal default dei bond Cirio, la Consob sta portando avanti la sua stretta sulla normativa che regola le emissioni di bond 'corporate', ossia da parte di societa'. Per rendere piu' trasparenti i rapporti fra clienti e banche, oggi sul banco degli imputati per aver collocato presso 30 mila risparmiatori le obbligazioni ad altro rischio del gruppo alimentare, l'autorita' di vigilanza sulla borsa sta preparando un nuova disciplina che promette significative modifiche e che dovrebbe essere pronta in autunno per essere in vigore da fine anno. Sul fronte legale, i legali di Cragnotti Ugo Longo, Franco Coppi e Giulia Bongiorno oggi hanno avuto "una prima presa di contatto con il magistrato". L'ex patron della Cirio e' indagato dal tribunale di Roma per false comunicazioni sociali e concorso in truffa.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →