Cirio. Tutti contro tutti
Lo scontro tra Bankitalia e Tesoro prosegue in modo indiretto. Via Nazionale affida la propria ad un documento sull'evoluzione del mercato obbligazionario in Italia in cui risponde a Tremonti affermando che le generalizzazioni su Cirio e sulla responsabilita' delle banche non aiutano il mercato, anzi lo ostacolano. Bankitalia fa un esame dettagliato dei corporate bond e poi ricorda che i controlli sugli intermediari che collocano strumenti finanziari spetta a Consob, alla quale indirettamente risponde anche sulle ipotesi di conciliazione banche-clienti suggerite dalla Commisione come soluzione alla crisi di fiducia dei risparmiatori: "forme di garanzia sul rimborso delle somme investite riguardano unicamente i depositi bancari", dice esplicitamente la Banca d'Italia.
Sulla vicenda interviene il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per dire che non c'e' nessuna crisi tra Fazio e Tremonti, mentre Francesco Cossiga interviene con una lettera aperta a Tremonti e Berlusconi, suggerendo al primo di dimettersi perche' il governatore e' troppo potente.
Schierato contro Fazio, il presidente della commissione Attivita' produttive della Camera, Bruno Tabacci (Udc): la posizione di Bankitalia sul caso Cirio non e' convincente, anzi e' ai limiti dell' "imbarazzante", "ci sono interventi di diverse procure e dunque non e' stata evidentemente sufficiente la normale vigilanza di Via Nazionale e della Consob".
Secondo Lanfranco Turci (Ds), "sul caso Cirio la banche hanno torto marcio, devono rimborsare rapidamente i risparmiatori, ma il ministro, l'uomo dei condoni e della legge sul falso in bilancio, non e' un credibile paladino dei risparmiatori. Inoltre, la sua campagna contro Basilea2 e' analoga a quella per i dazi doganali contro la Cina: semplice populismo demagogico. E' chiaro, dunque, che la sua guerra contro Fazio e' pura lotta di potere che non merita alcuna solidarieta'".
Sulla vicenda interviene il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per dire che non c'e' nessuna crisi tra Fazio e Tremonti, mentre Francesco Cossiga interviene con una lettera aperta a Tremonti e Berlusconi, suggerendo al primo di dimettersi perche' il governatore e' troppo potente.
Schierato contro Fazio, il presidente della commissione Attivita' produttive della Camera, Bruno Tabacci (Udc): la posizione di Bankitalia sul caso Cirio non e' convincente, anzi e' ai limiti dell' "imbarazzante", "ci sono interventi di diverse procure e dunque non e' stata evidentemente sufficiente la normale vigilanza di Via Nazionale e della Consob".
Secondo Lanfranco Turci (Ds), "sul caso Cirio la banche hanno torto marcio, devono rimborsare rapidamente i risparmiatori, ma il ministro, l'uomo dei condoni e della legge sul falso in bilancio, non e' un credibile paladino dei risparmiatori. Inoltre, la sua campagna contro Basilea2 e' analoga a quella per i dazi doganali contro la Cina: semplice populismo demagogico. E' chiaro, dunque, che la sua guerra contro Fazio e' pura lotta di potere che non merita alcuna solidarieta'".
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