Sabato 6 giugno 2026
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Citta' contenitore. Rapporto Censis

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Citta' italiane 'contenitore'. Si va ormai affermando un sistema urbano complesso che integra realta' diverse attraverso le relazioni, la mobilita' territoriale, lo scambio fra produzione di conoscenze e produzione di beni e servizi, il reticolo distributivo e logistico.
A Milano, citta' piu' aperta al globale, si affiancano Bergamo e Brescia, Padova raggiunge Venezia-Mestre e Verona nel contenitore metropolitano veneto, Siena, sede del terzo gruppo bancario italiano, aggancia Firenze.
Lo si evince dal Rapporto "Metropoli e Ripresa", della Fondazione Censis e Rur (Rete Urbana della rappresentanze, associazione per elaborare e sostenere proposte innovative per le trasformazioni delle citta' e del territorio) che da circa due decenni realizza un periodico monitoriaggio del sistema di citta' italiane.
Le analisi effettuate a cavallo della crisi fra finanza pubblica e dei primi anni novanta, (1991/1994) restituivano un quadro preciso: il sorpasso delle medie citta' del centro-nord nelle gerarchie di produzione tecnologio-manufatturiera e del benessere sociale rsipetto alle grandi citta'. La Rur diede identita' alle 'piccole capitali' fondando una rete: il Club delle citta' intermedie. Oggi, grazie agli effetti della globalizzazione sul sistema urbano italiano si va appunto affermando la 'citta' contenitore'. Ad aree metropolitane costituite da un centro e un hinterland, si vanno sostituendo sistemi con una pluralita' di capisaldi. In un tale contesto anche le citta' medie crescono di rango e diventano omologhe alle grandi, almeno quanto a capacita' di produrre ricchezza ed accumulare risorse.
Nel Rapporto, i 103 capoluoghi di provincia sono stati ripartiti in 6 gruppi:
Gruppo A, "I leoni" (11 citta') - poli dei grandi sistemi, caratterizzati da:
- elevati valori immobiliari (prezzi di vendita, canoni di locazione),
- massima densita' abitativa,
- maggiore presenza di fasce di popolazione ad alto reddito (ma anche forte presenza di immigrati),
- elevata incidenza dei servizi.
Sul piano della vivibilita', forte rilevanza del trasporto collettivo, ma anche bassa dotazione di verde urbano e risultati non brillanti sul fronte rifiuti. In questa classe si collocano, fatta eccezione di Genova, i maggiori centri urbani del centro-nord (Torino, Milano, Verona, Venezia, Bologna, Firenze, Roma) insieme ad alcuni dei poli urbani intermedi in rete con le metropoli.
Gruppo B, "Le pantere" (22 citta') - Centri urbani competitivi caratterizzati da:
- ricchezza diffusa (alta densita' di sportelli bancari, pil procapite elevato),
- forte presenza di immigrati,
- solidita' produttiva,
- ricerca della sostenibilita' e della qualita' della vita (elevata percentuale di raccolta differenziata).
In questo gruppo sono comprese molte delle capitali minori del centro-nord, da Parma a Trento, da Mantova ad Ancona. Gruppo C, "Gli elefanti" (8 citta') - Citta' in transizione lenta caratterizzate da:
- dinamiche demografiche critiche (alto tasso di invecchiamento e di mortalita'),
- forte incidenza della popolazione immigrata,
- debolezza economica (elevata percentuale di contribuenti di fascia bassa).
In questo gruppo sono presenti realta' industriali/portuali che hanno conosciuto rilevanti processi di ristrutturazione della base economica, come Genova e Trieste.
Gruppo D "Le gazzelle" (23 citta') - Comunita' urbane in crescita, caratterizzate soprattutto da:
- incremento elevato della popolazione,
- aumento flussi migratori,
- caratterizzazione manifatturiera del tessuto economico,
- attenzione all'ambiente.
Gruppo E "Le giraffe" (17 citta') - Citta' mercato del sud, caratterizzate da:
- alta densita' urbana,
- elevata presenza di giovani,
- elevata concentrazione di funzioni commerciali e turistiche,
- livello dei valori immobiliari abbastanza elevato ma scarsa dinamicita' del mercato.
Di contro, dinamica migratoria negativa, bassa incidenza di stranieri residenti. Sul piano della qualita' ambientale, elevato tasso di motorizzazione e scarso ruolo del trasporto pubblico, nonche' bassa percentuale di raccolta differenziata. Il gruppo comprende tutte le maggiori citta' del sud, includendo anche poli del Lazio meridionale e dell'Abruzzo.

Secondo il Censis e la Rur, le citta' hanno bisogno di proposte e di progetti. L'intervento recente si e' infatti troppo spesso limitato ad investimenti "primordiali": l'80% di residenze e un 20% fra uffici e centri commerciali. Bisogna allora lavorare su alcune linee guida per far convergere istituzioni, imprese, finanza, per una stagione di rinascita urbana, lavorando su alcuni temi chiave:
- l'energia diffusa da fonti rinnovabili grazie alla quale, case, condomini, uffici pubblici, grandi strutture, possono diventare fonti distribuite di produzione di energia elettrica;
- la mobilita' sostenibile che e' un fattore centrale, dato che la qualita' della vita urbana dipende sempre piu' dalla fluidita' degli spostamenti;
- pensare a nuovi format per il commercio ovvero, reinventare il centro commerciale e ridare senso alle aree storiche o consolidate con una particolare attenzione ai luoghi di aggregazione giovanile il cui esodo verso le nuove strutture causa lo svuotamento delle vecchie;
- progettare i nuovi spazi per la produzione attraverso la riallocazione e riaggregazione degli insediamenti industriali, nati con criteri spontaneistici, e con l'affiancamento ai poli della logistica;
- realizzare un masterplan di area vasta anche come portato di una governance alla stessa scala.

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