Sabato 6 giugno 2026
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Città italiane a rischio Banlieues, studio

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le grandi citta' italiane non sono immuni dal rischio di essere contagiate in futuro dal fenomeno che negli anni scorsi infiammo' le periferie francesi, le banlieues, con l'esplosione della rabbia sociale delle popolazioni immigrate. A rivelarlo e' uno studio realizzato dal Dipartimento di sociologia dell'Universita' Cattolica di Milano e promosso dal Viminale.
Al momento in Italia 'si e' riscontrata una bassa conflittualita' manifesta - si legge nell'estratto dell'indagine presentata oggi nell'ateneo milanese - ma un alto potenziale di rischio, con la possibile emersione improvvisa del conflitto'.
In questo senso l'episodio, mai citato esplicitamente, della sommossa del febbraio scorso in via Padova a Milano, assume un valore emblematico. 'Anche un singolo episodio - e' scritto nella relazione - puo' fungere da catalizzatore di contrasti latenti, cioe' da causa scatenante di manifestazioni violente'.
'Se quindi almeno finora - e' la conclusione dello studio - non si possono assimilare le tensioni verificatesi nelle periferie urbane italiane a quelle delle banlieues francesi, non va pero' escluso che cio' possa avvenire nel futuro'.
Il tessuto sociale italiano e' infatti diverso da quello francese (la seconda generazione di immigrati al di qua delle Alpi si sta consolidando solo ora) eppure lo studio ha registrato l'accelerazione con cui e' aumentata la popolazione straniera nella Penisola e la piu' spiccata propensione di quest'ultima a commettere reati rispetto agli italiani. In Italia vivono oggi cinque milioni di stranieri che vengono da Paesi a forte pressione migratoria: 500 mila in piu' rispetto all'anno precedente. E gli irregolari rappresentato il 10,7% degli stranieri.
Nel 2009 la popolazione straniera e' aumentata di piu' (+10,7%) rispetto ai quattro anni precedenti (+9,4%) e con questi tassi potrebbe raddoppiare nell'arco di otto anni.
'In linea generale - rileva la relazione - gli stranieri risultano essere imputati di un reato molto piu' frequentemente degli italiani, a parita' di popolazione presente. Ad ogni modo non si puo' affermare l'esistenza di una correlazione diretta tra presenza straniera e criminalita', se non con riferimento ai soli immigrati irregolari'. Da qui l'invito, contenuto nello studio e rivolto alle amministrazioni locali, a una 'maggiore vigilanza e un piu' efficiente controllo del territorio'.
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