Cittadinanza ai minori nati in Italia, ci prova la Regione Toscana
La giunta regionale toscana promuovera' una proposta di legge 'affinche' tutte le bambine e i bambini nati in Italia da genitori non italiani possano godere da subito di pieni diritti politici e di cittadinanza'. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, intervenendo all'assemblea dei migranti al Meeting antirazzista dell'Arci.Rossi ha spiegato che insieme ad almeno altre quattro Regioni, 'la Toscana si impegnera' affinche' anche il Parlamento, come previsto dalla normativa nazionale, discuta e approvi questa legge di civilta''. Oggi nella regione quasi un quarto dei nuovi nati e' figlio di stranieri. 'Chi nasce in Italia deve essere italiano, chi non lo permette e' razzista', ha aggiunto Rossi, dopo che ieri il segretario regionale della Lega Nord Claudio Morganti aveva ribadito il suo 'no alla cittadinanza facile agli immigrati', proponendo invece 'che la cittadinanza venga data ai figli di immigrati al raggiungimento del 14/mo anno d'eta', ovviamente sotto certi requisiti ben delineati', sottolineando che la cittadinanza facile ai figli di immigrati 'annichilisce la nostra identita''. Opposta la visione di Rossi, secondo cui l'immigrazione 'e' un fenomeno globale e ineluttabile, non si risolve con i respingimenti ne' costruendo muri e frontiere inaccettabili. Sono contrario alla legge Bossi-Fini e sono contro i Cie disumani descritti dai rapporti di Medici senza frontiere, ma siamo e rimaniamo una istituzione che deve agire nella legalita' e quindi, se il Governo ci chiedera' di aprire un Cie in Toscana, affronteremo la questione ponendo il rispetto dei diritti umani al centro di ogni azione'. Rossi ha ricordato che 'dovra' ripartire da capo' l'iter legislativo per consentire agli immigrati regolari residenti in Toscana di votare alle elezioni amministrative.
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