Cittadinanza, Fini accelera: a giugno ddl in aula con o senza accordo di maggioranza
Il testo sulla cittadinanza ricomincia il suo iter a giugno, anche se e' un problema politico che divide maggioranza e opposizione ma anche la maggioranza al suo interno. Gianfranco Fini coglie l'occasione della visita in Albania, terra di emigrazione, per tornare su uno dei temi che lacera gli schieramenti politici e suo cavallo di battaglia nel confronto aperto nel Pdl. Lontano dai temi della politica nazionale quotidiana, il presidente della Camera tocca solo la questione della cittadinanza, riaprendo un dibattito mai sopito che provoca subito echi da Roma. "Il testo a giugno sara' in aula alla Camera, la capigruppo l'ha gia' calendarizzato. L'aula lo esaminera' anche se sul testo non c'e' una grande intesa", ha detto il presidente al termine del convegno "Italia e Albania 2010: migrazione tra integrazione, ritorno e sviluppo" a Tirana. Fini ha poi sottolineato che si tratta di "un problema politico che al momento evidenzia divisioni sia tra maggioranza e opposizione che all'interno della maggioranza". Nonostante cio', l'auspicio e' che "entro l'estate ci sia una decisione". Fini, durante il convegno con la presidente del parlamento albanese Jozefina Topalli, ha ribadito la sua linea sulla cittadinanza: "dopo che sei stato per anni in Italia a studiare o a lavorare, se si trovano dei muri invalicabili, il rischio e' o lo scontro o, ma non e' il caso degli albanesi, il richiamo dei cattivi maestri". Dunque "il percorso di una cittadinanza non per mero scadere del tempo ma per un processo virtuoso di adesione a regole e valori e' la grande sfida del futuro. Il presidente della Camera, che ha incontrato anche il premier Sali Berisha, ha ricordato le immagini terribili delle navi di clandestini albanesi ed ha sottolineato che "l'Albania ha fatto molta strada", sia per l'aiuto italiano che per i meriti delle istituzioni albanesi dopo la fine del comunismo. Un regime per il quale Fini ha avuto parole durissime: "Voi venivate da uno dei regimi comunisti piu' feroci e spettrali. Rimasi a bocca aperta per l'enorme quantita' di bunker costruiti contro un pericolo inesistente", ma nonostante questo retaggio, l'Albania si e' risollevata con spirito imprenditoriale occidentale, a dimistrazione che "il comunismo era contro la dignita' della persona e la natura delle persone, soprattutto dei piu' giovani". Incontrando Berisha, la seconda carica dello Stato ha sottolineato gli "eccellenti rapporti" bilaterali, e soprattutto "la pagina piu' proficua che e' quella della collaborazione nella lotta contro la criminalita', il narcotraffico, il contrabbando e l'immigrazione clandestina". Nella sua visita, Fini ha anche avuto un colloquio con il leader dell'opposizione, il socialista Edi Rama, sindaco di TIrana, che guida l'Aventino dei parlamentari socialisti dopo le elezioni del giugno scorso. Un Aventino ora accompagnato anche da uno sciopero della fame di diversi manifestanti accampati di fronte al palazzo presidenziale. "Da parte mia c'e' il rispetto piu' assoluto dell'autonomia albanese - ha detto Fini - nell'auspicio che si trovi una soluzione rispettosa della costituzione, della legalita' e della volonta' popolare". Su questo fronte, infatti, oltre che su quello quantomai caldo dei criteri macroeconomici, l'Albania verra' infatti valutata dalla Ue nel processo di integrazione avviato da tempo e che l'Italia sostiene. (Tebaldi, Agi)
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