Cittadinanza, il Pdl contro Gianfranco Fini
Esaurito il travagliato percorso delle leggi sulla sicurezza, gli immigrati tornano a spaccare il Popolo della liberta' e agitare la maggioranza. Il dibattito si infiamma adesso sul tema della cittadinanza. E la proposta 'finiana' di agevolare il percorso per diventare italiani, pare proprio non volersi esaurire nel 'bla-bla buonista' liquidato in fretta dal leghista Mario Borghezio. Se non altro perche', su richiesta dell'opposizione, la nuova legge sulla cittadinanza sara' gia' a ottobre in Aula alla Camera.
Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, e' sicuro: una riforma che agevoli l'acquisizione della cittadinanza non si fara' 'mai' con questo governo. 'Va contro i progetti' dell'esecutivo, sottolinea l'eurodeputato Borghezio. Percio' 'non avra' spazio'. E in effetti la commissione Affari costituzionali, che ne discute da mesi, non ha ancora raggiunto un 'comune sentire', come ammette la relatrice Isabella Bertolini (Pdl). Soprattutto perche' Pdl e Lega restano su posizioni 'rigorose'.
Ma a Camere gia' chiuse, e' arrivata la proposta di Fabio Granata (Pdl) e Andrea Sarubbi (Pd) a sparigliare. Non tanto e non solo perche' bipartisan, quanto perche' 'finiana', e cioe' in linea con le idee del presidente della Camera, Gianfranco Fini 'e anche con quelle del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano', secondo i firmatari. Una proposta che accelera i tempi per l'italianizzazione degli immigrati (da dieci a cinque anni) e introduce lo 'jus soli', ovvero la possibilita' per i bambini nati in Italia da stranieri di diventare cittadini.
'E' una proposta molto di sinistra' e comunque lontanissima dalle posizioni del Pdl, taglia corto Bertolini, che sottolinea come del resto le idee di Fini in materia 'non sempre hanno rispecchiato quelle del centrodestra'. E anche se Granata sostiene che si tratta invece di un testo 'sarkoziano', 'di destra', non trova affatto concorde un ex aennino come lui, Gasparri, da cui arriva una netta bocciatura: 'Tutt'al piu', gli unici cambiamenti possibili dovrebbero essere maggiormente restrittivi grazie all'introduzione di maggiori verifiche'.
Ma la proposta di Granata potrebbe raccogliere il consenso di tutta una parte del Pdl, soprattutto quella piu' vicina a Fini, e spaccare cosi' il partito. 'Spero non sia necessaria una nuova carica dei 101', e' la 'minaccia' di Alessandra Mussolini, che ricorda la vittoria ottenuta da un gruppo di parlamentari del Pdl contro l'introduzione della norma sui medici-spia nel ddl sicurezza. Mentre Granata si dice sicuro di poter raccogliere un ampio consenso alla Camera. E sfida chi gia' gli si oppone: 'Sara' il Parlamento a discuterne e decidere'.
La sponda principale dei 'finiani' del Pdl, sembra fin d'ora essere il Partito democratico. Gianclaudio Bressa, primo firmatario della proposta del Pd sulla cittadinanza, accoglie con favore il testo Granata-Sarubbi, sottolineandone la vicinanza rispetto al proprio. Ma anche l'Udc Rocco Buttiglione saluta con favore la proposta.
Ma la cittadinanza e' un tema su cui il Pd puo' tornare a pungolare la maggioranza, come gia' fatto oggi sull'immigrazione. Il segretario Dario Franceschini, da un lato, ha presentato un'interrogazione sui respingimenti in mare verso la Libia. Bressa, dal canto suo, pungola il governo sulle rivolte nei Cie: 'Sono bombe ad orologeria destinate ad esplodere', dopo il prolungamento dei tempi di permanenza.
Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, e' sicuro: una riforma che agevoli l'acquisizione della cittadinanza non si fara' 'mai' con questo governo. 'Va contro i progetti' dell'esecutivo, sottolinea l'eurodeputato Borghezio. Percio' 'non avra' spazio'. E in effetti la commissione Affari costituzionali, che ne discute da mesi, non ha ancora raggiunto un 'comune sentire', come ammette la relatrice Isabella Bertolini (Pdl). Soprattutto perche' Pdl e Lega restano su posizioni 'rigorose'.
Ma a Camere gia' chiuse, e' arrivata la proposta di Fabio Granata (Pdl) e Andrea Sarubbi (Pd) a sparigliare. Non tanto e non solo perche' bipartisan, quanto perche' 'finiana', e cioe' in linea con le idee del presidente della Camera, Gianfranco Fini 'e anche con quelle del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano', secondo i firmatari. Una proposta che accelera i tempi per l'italianizzazione degli immigrati (da dieci a cinque anni) e introduce lo 'jus soli', ovvero la possibilita' per i bambini nati in Italia da stranieri di diventare cittadini.
'E' una proposta molto di sinistra' e comunque lontanissima dalle posizioni del Pdl, taglia corto Bertolini, che sottolinea come del resto le idee di Fini in materia 'non sempre hanno rispecchiato quelle del centrodestra'. E anche se Granata sostiene che si tratta invece di un testo 'sarkoziano', 'di destra', non trova affatto concorde un ex aennino come lui, Gasparri, da cui arriva una netta bocciatura: 'Tutt'al piu', gli unici cambiamenti possibili dovrebbero essere maggiormente restrittivi grazie all'introduzione di maggiori verifiche'.
Ma la proposta di Granata potrebbe raccogliere il consenso di tutta una parte del Pdl, soprattutto quella piu' vicina a Fini, e spaccare cosi' il partito. 'Spero non sia necessaria una nuova carica dei 101', e' la 'minaccia' di Alessandra Mussolini, che ricorda la vittoria ottenuta da un gruppo di parlamentari del Pdl contro l'introduzione della norma sui medici-spia nel ddl sicurezza. Mentre Granata si dice sicuro di poter raccogliere un ampio consenso alla Camera. E sfida chi gia' gli si oppone: 'Sara' il Parlamento a discuterne e decidere'.
La sponda principale dei 'finiani' del Pdl, sembra fin d'ora essere il Partito democratico. Gianclaudio Bressa, primo firmatario della proposta del Pd sulla cittadinanza, accoglie con favore il testo Granata-Sarubbi, sottolineandone la vicinanza rispetto al proprio. Ma anche l'Udc Rocco Buttiglione saluta con favore la proposta.
Ma la cittadinanza e' un tema su cui il Pd puo' tornare a pungolare la maggioranza, come gia' fatto oggi sull'immigrazione. Il segretario Dario Franceschini, da un lato, ha presentato un'interrogazione sui respingimenti in mare verso la Libia. Bressa, dal canto suo, pungola il governo sulle rivolte nei Cie: 'Sono bombe ad orologeria destinate ad esplodere', dopo il prolungamento dei tempi di permanenza.
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