Classi separate per gli immigrati, Pd vs. Lega
Inaccettabile. Incivile. Razzista. Il giorno dopo il via libera della Camera, l'opposizione sale sulle barricate contro la mozione leghista che introduce le 'classi di inserimento' per i bambini stranieri che vanno a scuola in Italia. E se Pd e Idv picchiano duro ('Dio ce ne scampi', ha commentato il segretario Walter Veltroni), fuori dal Parlamento anche sindacati, Enti locali e mondo del volontariato bocciano senza appello il provvedimento, difeso a spada tratta dalla Lega. Provvedimento che, pero', qualche dubbio lo crea anche all'interno della maggioranza, con il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che invita ora a fare 'una pausa di riflessione' e Alessandra Mussolini, presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia, che taccia l'ipotesi come 'razzista' e chiede un incontro urgente al ministro dell'Istruzione. Il Carroccio va ripetendo che nessuno vuole emarginare gli immigrati ne' tanto meno creare nuovi ghetti, anzi, le classi di inserimento, spiega Roberto Cota, presidente dei deputati leghisti, servono proprio 'per affrontare senza preconcetti il problema dell'insegnamento a bambini e ragazzi stranieri'. Nonostante la 'becera strumentalizzazione di chi ha pregiudizi ideologici', la Lega comunque non ha intenzione di mollare sul punto: la mozione e' servita 'a smuovere le acque e a impegnare il governo', spiega Paola Goisis, tra i firmatari del provvedimento, ma serve regolare la materia e al piu' presto. Per questo, accanto al ddl gia' presentato al Senato in materia, il Carroccio sta per presentarne un altro analogo a Montecitorio. Tuttavia, all'entusiasmo leghista fa da contraltare la cautela degli alleati, che pure rivendicano l'iniziativa come appartenente 'a tutto il centrodestra': gia' in Aula Italo Bocchino era intervenuto 'per smorzare i toni', portando alla riformulazione del testo (in origine si parlava infatti di 'classi-ponte' e di 'autorizzazione' del governo, trasformata in un impegno a 'favorire' l'accesso degli studenti stranieri attraverso test). E ieri il vicepresidente del Pdl sottolinea che se ne parlera' piu' in la', magari all'interno della discussione generale 'sulla cittadinanza' e che la mozione e' servita ad 'aprire una riflessione'. Stesso ragionamento espresso da Alemanno, che si dice comunque 'sicuro' che non ci sia stato 'nessun intento discriminatorio', e del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, secondo il quale 'il ministro ora dovra' operare con senso di responsabilita' evitando pericolose derive'. Le precisazioni della maggioranza non servono in ogni caso a placare l'indignazione dell'opposizione, Pd in testa: 'Dio ci scampi dall'idea che possano esserci classi separate', attacca il leader del democratici Walter Veltroni, assicurando che se il Pdl tentera' di 'trasformare la mozione in una legge, il Pd fara' in Aula tutto quello che e' possibile per bloccarla'. E dietro al segretario tutto il Pd insorge contro un provvedimento che per Vannino Chiti e' 'inaccettabile in un Paese civile'. Non solo, ma il sostegno di An, per Mariapia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione, 'contraddice platealmente le affermazioni del presidente Fini che piu' volte in passato ha dichiarato che l'integrazione degli immigrati passa anche attraverso la scuola'. Ancora piu' tranchant l'Italia dei Valori che parla di 'primo passo verso la segregazione' e di 'inizio dell'apartheid a partire dai bambini nelle scuole'. Mentre s'infiamma la polemica sui figli degli immigrati a scuola, intanto, dal Senato arriva il parere favorevole della commissione Affari Costituzionali al decreto Gelmini, contro il quale in tutta Italia sono state organizzate 'notti bianche' di protesta e uno sciopero venerdi'.
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