Clima. COP22. Al via la settimana decisiva
La Conferenza Onu sul clima entra nel vivo, con l'arrivo dei ministri da tutto il mondo, da oggi (martedì) si apre la sessione high level, con le riunioni negoziali vere e proprie. Ã la fase operativa, quella che dovrebbe entrare nel merito delle discussioni politiche, dopo la settimana tecnica appena conclusa. Manca ancora una road map che metta in fila, passo dopo passo, e soprattutto paese per paese, quel che resta da fare. Soprattutto come raggiungere quei 100 miliardi di dollari, di qui al 2020, utili per affrontare e combattere i cambiamenti climatici. Dopo i giochi pirotecnici dei primi giorni, con l'elezione di Donald Trump a presidente Usa il climasi è un po' ridimensionato quanto ad aspettative. E anche quella che doveva essere una cena di gala offerta dal re del Marocco Mohammed VI si è trasformata in una colazione reale. Inizialmente riservato in via esclusiva a capi di stato e primi ministri, l'invito è stato esteso ai capi delegazione. Per l'Italia il posto nel salone di rappresentanza del palazzo Agdal, residenza reale in città, sarà del ministro Gian Luca Galletti. "Sono ottimista - dice il titolare dell'Ambiente - agire, fare cose concrete può davvero fare la differenza. Qui a Marrakech si respira una buona energia. L'Italia ha molti progetti in cantiere e su certi argomenti, siamo anche più avanti di altri paesi europei". Impegnato su molti tavoli, il ministro illustra alla platea della Cop22 i piani per la salvaguardia degli Oceani, i rapporti con le piccole isole in via di sviluppo, il 'cantiere' Italia sul clima. Cresce il coinvolgimento delle aziende mondiali anche medie e piccole ingaggiate nella lotta per il clima. L'interesse dunque si concentra sempre più sull'economia ambientale. I delegati statunitensi non hanno ancora preso posizione, stretti come sono tra le misure del governo che rappresentano e quelle che eventualmente prenderà il governo Trump, a partire da gennaio. Oggi tocca a Ban Ki-Moon, segretario generale Onu. Con molto pragmatismo, intanto, la macchina dell'industria si è messa in moto, trova i fondi e si converte alle buone pratiche per salvare il pianeta. Nella zona Green di questa Cop22, riservata a società civile e aziende, gli esempi si sprecano. Il pallino della zona Blu, l'area riservata alla politica, ora è nelle mani del Marocco che studia un documento di sostegno all'azione climatica, probabilmente si chiamerà 'Marrakech call' e sarà una chiamata alla responsabilità per chi ha già sottoscritto l'accordo di Parigi. Occhi puntati dunque sulla prima sessione della Cma, il parlamentino della COP22, la conferenza di quanti hanno già aderito all'accordo. I numeri intanto crescono e siamo a 109 ratifiche su 197 paesi della Convenzione.
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