Clima teso e niente testo unico su testamento biologico al Senato
Partenza in salita per il provvedimento sul Testamento biologico. Infatti con gli otto disegni di legge presentati in commissione Sanita' di palazzo Madama prende il via oggi pomeriggio l'esame in prima lettura del provvedimento: per ora non ci sara' un testo unificato.
Fonti parlamentari sostengono che non si sia riusciti a raggiungere un accordo per un testo comune e questo testimonierebbe il clima teso che si respira attorno all'argomento e darebbe conferma alle annunciate battaglie parlamentari tra i diversi schieramenti.
Domani dunque si iniziera' con la relazione della senatrice Fiorenza Bassoli (Ds). Gia' nella scorsa legislatura con il testo del senatore Antonio Tomassini (Fi), una regolamentazione sulle volonta' anticipate era arrivata alle soglie dell'Aula del Senato, ma era mancato il tempo materiale per la discussione.
Attualmente i ddl al vaglio della commissione sono cinque di esponenti dell'Unione (Marino, Finocchiaro; Binetti, Baio Dossi; Carloni; Benvenuto; Ripamonti) e tre da esponenti della Cdl (Tomassini; Del Penino-Biondi; Massidda).
Il presidente della commissione, il diessino Ignazio Marino ha intenzione di portare il ddl all'esame dell'Assemblea a fine luglio. Il dibattito in commissione prende il via dopo 49 audizioni sull'argomento che non servite comunque a trovare un accordo definitivo sull'argomento. Non si tratta tanto di una spaccatura netta tra laici e cattolici, ma si delineano piuttosto due fronti tra chi e' convinto della regolamentazione attraverso una legge e chi invece sostiene che non serva. Il timore maggiore e' che una legge sulle dichiarazioni anticipate apra la strada all'eutanasia. Preoccupazione espressa nelle scorse settimane anche dal segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori, che ha affermato: 'Non riteniamo necessaria una legge specifica sul testamento biologico'. Tuttavia sull'eventualita' di derive eutanasiche il presidente Marino ha piu' volte sottolineato che non si tratta di staccare spine e che non e' prevista forma alcuna di eutanasia.
L'obiettivo e' quello di stabilire con una legge la possibilita' di autodeterminazione del paziente, rispetto alle cure mediche, anche quando non e' in grado di intendere e di volere, e di riconoscere il diritto di ciascuno alla dignita' della vita e della fine della vita. Con le indicazioni anticipate di volonta' il malato che non puo' piu' dare il consenso informato ha comunque la possibilita' di esprimere la sua volonta'. In questo modo, e' opinione condivisa dai sostenitori della legge, l'Italia colmerebbe un vuoto legislativo e si metterebbe a passo con gli altri Paesi europei.
I principali nodi da sciogliere riguardano alimentazione e idratazione, che alcuni chiedono di non considerare terapie in modo che non sia possibile scegliere di sospenderle, secondo le due teodem Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi interromperle equivale a limitare la vita; la volontarieta' e obbligatorieta' della redazione del testamento. Nel testo di Marino la redazione e' obbligatoria, ma il presidente si e' detto disponibile a presentare un emendamento per renderlo volontario; per quanto riguarda la decisione finale non tutti sono d'accordo se debba essere il medico o il paziente a prenderla, e soprattutto si dovrebbe indicare a chi spetta decidere quando si sconfina nell'accanimento terapeutico; il ruolo del fiduciario; infine, e' stata aperta anche la questione dell'obiezione di coscienza.
ALTRI COMMENTI
"Avere una legge umana, equa e condivisa e ispirata al principio della dignita' e responsabilita' umana, sara' un grande passo in avanti del nostro Paese che va nella direzione del bene dell'Italia". Cosi' il ministro della Salute, Livia Turco, commenta, a margine dell'audizione in commissione Sanita' di Palazzo Madama sull'emergenza rifiuti della Campania, l'avvio dell'esame, previsto per oggi pomeriggio, del ddl sul testamento biologico.
E aggiunge Turco: "Mi sembra una buona notizia, seguiro' con attenzione il dibattito".
'L'idratazione non deve essere disponibile tra le volonta' del paziente altrimenti votero' no al ddl sul testamento biologico'. Cosi' la senatrice Paola Binetti (Margherita) si esprime prima di entrare in commissione Sanita' di palazzo Madama.
'Non sono per le posizioni equivoche - afferma - che non sono democrazia. La questione dell'idratazione attiene alla mia coscienza' Per la Teodem Binetti l'idratazione non si tocca e non deve essere il paziente a decidere se e quando smetterla. Questo e' uno dei nodi da sciogliere del provvedimento sui quali c'e' disaccordo in parlamento. Gli altri punti sui quali non si riesce a trovare una convergenza, spiega ancora Binetti sono: la liberta' del medico nei confronti del paziente e la liberta' di coscienza; la volontarieta' o l'obbligatorieta' della redazione del testamento stesso.
Favorevoli a una legge che regoli il testamento biologico. I medici dell'Anaao Assomed plaudono, in una nota, all'iniziativa del senatore Ignazio Marino e della Commissione Igiene e sanita' di Palazzo Madama, che oggi avviano la discussione sui disegni di legge in materia di dichiarazione anticipata di volonta' sui trattamenti sanitari. "Il tema del testamento biologico - sostiene il segretario nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti - non puo' lasciare indifferenti i medici che nella loro pratica quotidiana spesso assistono pazienti in stato vegetativo, per i quali la prosecuzione della vita e' affidata alle macchine. Il medico e' solo di fronte a questi pazienti e ai familiari, perche' oggi non esiste nessun mezzo per desumere le ultime volonta' di chi in nessun modo puo' esprimerle".
In questa solitudine, prosegue, "a nulla vale la competenza professionale del medico che di fronte a scelte terribili e definitive non puo' ricorrere a solide e condivise evidenze scientifiche, ma solo al suo bagaglio etico e alle sue convinzioni religiose. Al di fuori di pochi eventi che richiamano l'attenzione mediatica e che catalizzano le contrapposizioni ideologiche - continua Lusenti - ogni giorno il medico e' chiamato a decisioni piu' grandi di lui che non vorrebbe prendere, ma che pesano sulle sue spalle, cosi' come dimostrano recenti studi e sondaggi condotti e pubblicati sul tema".
Ecco perche' "l'istituto della dichiarazione anticipata di volonta' in merito ai trattamenti sanitari, previsto dal codice deontologico e dalla convenzione di Oviedo, richiede un urgente riconoscimento legislativo che lo distingua dall'eutanasia, ponendolo al riparo da pregiudizi ideologici e da confusioni terminologiche. Per tali motivi - conclude il sindacalista - l'Anaao Assomed auspica che il Parlamento risponda positivamente e in tempi brevi a una battaglia di civilta' volta a riconoscere il diritto di ogni persona alla scelta della prosecuzione della vita in presenza di uno stato vegetativo, e quello dei medici a operare con professionalita' e umanita', nel rispetto di leggi dello stato che fissino i confini del loro operato e legittimino le loro scelte".
"La legge sul testamento biologico nasconde un grave pericolo. In tutti i Paesi nei quali e' stata approvata ha costituito il cavallo di Troia per la surrettizia legittimazione dell'eutanasia. Noi siamo decisamente contrari". Cosi' Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia, sulla discussione iniziata oggi al Senato dei disegni di legge in materia di dichiarazione anticipata di volonta' sui trattamenti sanitari.
"Il Governo - commenta Bertolini in una nota - invece di assecondare la pericolosa deriva laicista imposta dalla sinistra massimalista che tiene ostaggio l'esecutivo, dovrebbe impegnarsi maggiormente nei finanziamenti delle cure palliative e nell'assistenza dei malati gravi e dei loro familiari. Noi siamo convinti che qualunque vita, anche la piu' sfortunata, debba essere vissuta fino in fondo. Ci batteremo in Parlamento perche' questa legge incivile venga affossata e accantonata".
'Le dichiarazioni dell'onorevole Bertolini stupiscono molto, dal momento che il tema del testamento biologico e' in mano al Parlamento e che la discussione e il confronto sono stati e saranno ampi'. E' quanto dichiara la senatrice dell'Ulivo Fiorenza Bassoli, relatrice ai provvedimenti sul testamento biologico nella commissione Sanita' di Palazzo Madama.
'Le dichiarazioni della Bertolini mi lasciano perplessa - sottolinea Fiorenza Bassoli - Il dibattito che iniziera' domani sul testamento biologico in commissione Sanita' si basa sull' esame di ben 8 testi presentati da tutte le forze politiche, compresa Forza Italia, visto che un disegno di legge porta la firma del senatore Tomassini'. 'Ricordo - aggiunge - che nella passata legislatura la commissione Sanita' approvo' un testo sul testamento biologico con il consenso dell'allora maggioranza, ovvero della Cdl, e dell'opposizione. La discussione generale, inoltre, comincera' dopo un anno di audizioni in cui sono stati ascoltati ricercatori e personale medico impegnato nelle cure palliative, che conoscono bene la situazione e i bisogni delle persone in fin di vita. Su un tema cosi' delicato - conclude la senatrice - la discussione sara' ampia e attenta a cogliere anche gli aspetti piu' problematici. Saranno il Senato, e poi la Camera, a decidere in materia'.
Fonti parlamentari sostengono che non si sia riusciti a raggiungere un accordo per un testo comune e questo testimonierebbe il clima teso che si respira attorno all'argomento e darebbe conferma alle annunciate battaglie parlamentari tra i diversi schieramenti.
Domani dunque si iniziera' con la relazione della senatrice Fiorenza Bassoli (Ds). Gia' nella scorsa legislatura con il testo del senatore Antonio Tomassini (Fi), una regolamentazione sulle volonta' anticipate era arrivata alle soglie dell'Aula del Senato, ma era mancato il tempo materiale per la discussione.
Attualmente i ddl al vaglio della commissione sono cinque di esponenti dell'Unione (Marino, Finocchiaro; Binetti, Baio Dossi; Carloni; Benvenuto; Ripamonti) e tre da esponenti della Cdl (Tomassini; Del Penino-Biondi; Massidda).
Il presidente della commissione, il diessino Ignazio Marino ha intenzione di portare il ddl all'esame dell'Assemblea a fine luglio. Il dibattito in commissione prende il via dopo 49 audizioni sull'argomento che non servite comunque a trovare un accordo definitivo sull'argomento. Non si tratta tanto di una spaccatura netta tra laici e cattolici, ma si delineano piuttosto due fronti tra chi e' convinto della regolamentazione attraverso una legge e chi invece sostiene che non serva. Il timore maggiore e' che una legge sulle dichiarazioni anticipate apra la strada all'eutanasia. Preoccupazione espressa nelle scorse settimane anche dal segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori, che ha affermato: 'Non riteniamo necessaria una legge specifica sul testamento biologico'. Tuttavia sull'eventualita' di derive eutanasiche il presidente Marino ha piu' volte sottolineato che non si tratta di staccare spine e che non e' prevista forma alcuna di eutanasia.
L'obiettivo e' quello di stabilire con una legge la possibilita' di autodeterminazione del paziente, rispetto alle cure mediche, anche quando non e' in grado di intendere e di volere, e di riconoscere il diritto di ciascuno alla dignita' della vita e della fine della vita. Con le indicazioni anticipate di volonta' il malato che non puo' piu' dare il consenso informato ha comunque la possibilita' di esprimere la sua volonta'. In questo modo, e' opinione condivisa dai sostenitori della legge, l'Italia colmerebbe un vuoto legislativo e si metterebbe a passo con gli altri Paesi europei.
I principali nodi da sciogliere riguardano alimentazione e idratazione, che alcuni chiedono di non considerare terapie in modo che non sia possibile scegliere di sospenderle, secondo le due teodem Paola Binetti e Emanuela Baio Dossi interromperle equivale a limitare la vita; la volontarieta' e obbligatorieta' della redazione del testamento. Nel testo di Marino la redazione e' obbligatoria, ma il presidente si e' detto disponibile a presentare un emendamento per renderlo volontario; per quanto riguarda la decisione finale non tutti sono d'accordo se debba essere il medico o il paziente a prenderla, e soprattutto si dovrebbe indicare a chi spetta decidere quando si sconfina nell'accanimento terapeutico; il ruolo del fiduciario; infine, e' stata aperta anche la questione dell'obiezione di coscienza.
ALTRI COMMENTI
"Avere una legge umana, equa e condivisa e ispirata al principio della dignita' e responsabilita' umana, sara' un grande passo in avanti del nostro Paese che va nella direzione del bene dell'Italia". Cosi' il ministro della Salute, Livia Turco, commenta, a margine dell'audizione in commissione Sanita' di Palazzo Madama sull'emergenza rifiuti della Campania, l'avvio dell'esame, previsto per oggi pomeriggio, del ddl sul testamento biologico.
E aggiunge Turco: "Mi sembra una buona notizia, seguiro' con attenzione il dibattito".
'L'idratazione non deve essere disponibile tra le volonta' del paziente altrimenti votero' no al ddl sul testamento biologico'. Cosi' la senatrice Paola Binetti (Margherita) si esprime prima di entrare in commissione Sanita' di palazzo Madama.
'Non sono per le posizioni equivoche - afferma - che non sono democrazia. La questione dell'idratazione attiene alla mia coscienza' Per la Teodem Binetti l'idratazione non si tocca e non deve essere il paziente a decidere se e quando smetterla. Questo e' uno dei nodi da sciogliere del provvedimento sui quali c'e' disaccordo in parlamento. Gli altri punti sui quali non si riesce a trovare una convergenza, spiega ancora Binetti sono: la liberta' del medico nei confronti del paziente e la liberta' di coscienza; la volontarieta' o l'obbligatorieta' della redazione del testamento stesso.
Favorevoli a una legge che regoli il testamento biologico. I medici dell'Anaao Assomed plaudono, in una nota, all'iniziativa del senatore Ignazio Marino e della Commissione Igiene e sanita' di Palazzo Madama, che oggi avviano la discussione sui disegni di legge in materia di dichiarazione anticipata di volonta' sui trattamenti sanitari. "Il tema del testamento biologico - sostiene il segretario nazionale Anaao Assomed, Carlo Lusenti - non puo' lasciare indifferenti i medici che nella loro pratica quotidiana spesso assistono pazienti in stato vegetativo, per i quali la prosecuzione della vita e' affidata alle macchine. Il medico e' solo di fronte a questi pazienti e ai familiari, perche' oggi non esiste nessun mezzo per desumere le ultime volonta' di chi in nessun modo puo' esprimerle".
In questa solitudine, prosegue, "a nulla vale la competenza professionale del medico che di fronte a scelte terribili e definitive non puo' ricorrere a solide e condivise evidenze scientifiche, ma solo al suo bagaglio etico e alle sue convinzioni religiose. Al di fuori di pochi eventi che richiamano l'attenzione mediatica e che catalizzano le contrapposizioni ideologiche - continua Lusenti - ogni giorno il medico e' chiamato a decisioni piu' grandi di lui che non vorrebbe prendere, ma che pesano sulle sue spalle, cosi' come dimostrano recenti studi e sondaggi condotti e pubblicati sul tema".
Ecco perche' "l'istituto della dichiarazione anticipata di volonta' in merito ai trattamenti sanitari, previsto dal codice deontologico e dalla convenzione di Oviedo, richiede un urgente riconoscimento legislativo che lo distingua dall'eutanasia, ponendolo al riparo da pregiudizi ideologici e da confusioni terminologiche. Per tali motivi - conclude il sindacalista - l'Anaao Assomed auspica che il Parlamento risponda positivamente e in tempi brevi a una battaglia di civilta' volta a riconoscere il diritto di ogni persona alla scelta della prosecuzione della vita in presenza di uno stato vegetativo, e quello dei medici a operare con professionalita' e umanita', nel rispetto di leggi dello stato che fissino i confini del loro operato e legittimino le loro scelte".
"La legge sul testamento biologico nasconde un grave pericolo. In tutti i Paesi nei quali e' stata approvata ha costituito il cavallo di Troia per la surrettizia legittimazione dell'eutanasia. Noi siamo decisamente contrari". Cosi' Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia, sulla discussione iniziata oggi al Senato dei disegni di legge in materia di dichiarazione anticipata di volonta' sui trattamenti sanitari.
"Il Governo - commenta Bertolini in una nota - invece di assecondare la pericolosa deriva laicista imposta dalla sinistra massimalista che tiene ostaggio l'esecutivo, dovrebbe impegnarsi maggiormente nei finanziamenti delle cure palliative e nell'assistenza dei malati gravi e dei loro familiari. Noi siamo convinti che qualunque vita, anche la piu' sfortunata, debba essere vissuta fino in fondo. Ci batteremo in Parlamento perche' questa legge incivile venga affossata e accantonata".
'Le dichiarazioni dell'onorevole Bertolini stupiscono molto, dal momento che il tema del testamento biologico e' in mano al Parlamento e che la discussione e il confronto sono stati e saranno ampi'. E' quanto dichiara la senatrice dell'Ulivo Fiorenza Bassoli, relatrice ai provvedimenti sul testamento biologico nella commissione Sanita' di Palazzo Madama.
'Le dichiarazioni della Bertolini mi lasciano perplessa - sottolinea Fiorenza Bassoli - Il dibattito che iniziera' domani sul testamento biologico in commissione Sanita' si basa sull' esame di ben 8 testi presentati da tutte le forze politiche, compresa Forza Italia, visto che un disegno di legge porta la firma del senatore Tomassini'. 'Ricordo - aggiunge - che nella passata legislatura la commissione Sanita' approvo' un testo sul testamento biologico con il consenso dell'allora maggioranza, ovvero della Cdl, e dell'opposizione. La discussione generale, inoltre, comincera' dopo un anno di audizioni in cui sono stati ascoltati ricercatori e personale medico impegnato nelle cure palliative, che conoscono bene la situazione e i bisogni delle persone in fin di vita. Su un tema cosi' delicato - conclude la senatrice - la discussione sara' ampia e attenta a cogliere anche gli aspetti piu' problematici. Saranno il Senato, e poi la Camera, a decidere in materia'.
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