Clonati maialini 'donatori universali' di organi
Se l'Europa era gia' in ottima posizione nella ricerca sui trapianti da animale a uomo, la nascita dei primi due maiali privi dell'antigene che causa il rigetto iperacuto, Apollo e Circe, segna il primo passo verso un vero e proprio primato internazionale. Apollo e Circe SONO stati clonati in Italia, nel laboratorio di Tecnologia della riproduzione del Consorzio per l'incremento zootecnico di Cremona, diretto da Cesare Galli. Il risultato e' stato ottenuto nell'ambito del progetto europeo Xenome, al quale partecipano 21 centri e che ha un finanziamento di 10 milioni di euro in cinque anni. 'Apollo e Circe sono maiali di piccole dimensioni - spiega Galli - perche' derivano da una linea di maiali geneticamente modificati ottenuta negli Stati Uniti, nella quale la consanguineita' e' molto forte. Maiali di questo tipo sono poco prolifici, ma hanno il grande vantaggio di essere geneticamente molto simili, quasi dei cloni, tanto da poter essere considerati una sorta di 'donatori universali''. Rispetto ai due-tre quintali del peso di un maiale normale, Apollo e Circe pesano appena 90 chilogrammi. Le cellule con cui sono stati ottenuti provengono dal laboratorio di David Sachs, del Massachusetts General Hospital di Boston, e hanno la particolarita' di essere prive del principale fattore che scatena il rigetto iperacuto, chiamato alfa-Gal. 'Modificare solo questo gene e' il primo passo, ma da solo non e' sufficiente'. Per questo nello stesso laboratorio di Cremona sono in corso altre gravidanze di mini-maiali geneticamente modificati. L'obiettivo ultimo del progetto europeo e' arricchire di una decina di nuovi geni il Dna dei mini-maiali antirigetto. Nelle gravidanze in corso a Cemona sono stati introdotti due geni, chiamati Daf e Cd39, che controllano rispettivamente coagulazione e infezioni. Sempre in Italia e sempre nell'ambito del progetto Xenome, altre due gravidanze di maiali geneticamente modificati sono in corso nell'esperimento condotto dal gruppo di Marialuisa Lavitrano, dell'universita' di Milano Bicocca, in collaborazione con la facolta' di Veterinaria dell'universita' di Bologna. Questo gruppo ha seguito in passato una via diversa per evitare il rigetto acuto, basata sull'introduzione di geni in grado di bloccare l'attivazione della reazione immunitaria scatenata dal riconoscimento di un organo non umano. Il gruppo di Galli e quello di Lavitrano stanno collaborando nell'ambito del progetto europeo, unificando i due approcci. 'L'idea - spiega Lavitrano - e' aggiungere ai maiali ottenuti da Galli una decina di nuovi geni in grado di controllare eventi tipici del rigetto acuto, come coagulazione e infiammazione, e geni protettivi, che si attivano in risposta allo stress'. Una delle tecniche con cui sara' possibile ottenere queste modifiche genetiche multiple si chiama 'trasferimento genetico mediato dagli spermatozoi', e' stata messa a punto dal gruppo di Lavitrano e brevettata a livello internazionale, e consiste nell'introdurre i geni da trasferire all'interno degli spermatozoi.
LAV CONTRARIA - 'Fermiamo gli esperimenti sulle modificazioni transgeniche negli animali, fabbriche di orrori': con queste parole la Lega Antivivisezione (Lav) commenta, in una nota, la notizia dei due 'mini maiali' geneticamente modificati per ottenere organi da trapiantare sull'uomo. 'Il ricorso agli animali come fabbriche di organi per l'uomo e' da condannare sotto l'aspetto etico e scientifico. Gli xenotrapianti, cioe' trapianti di organi tra specie diverse, sono un errore metodologico che comporta rischi per la salute umana, oltre ad una crudelta' sugli animali. I pericoli principali sono da imputare al rischio di rigetto: da piu' di 20 anni la ricerca cerca di ovviare a questo problema senza risultati apprezzabili'. 'Sono da ricordare - prosegue - i notevoli rischi legati all' incapacita' di prevedere l'invecchiamento dell'organo trapiantato e la propagazione di virus dormienti nell'animale all'uomo che dopo mesi o anni possono riprendere la loro attivita', infettando non solo il ricevente dell'organo, ma l' intera popolazione'. 'Il 75% degli embrioni animali clonati - conclude - muore entro i primi due mesi di gravidanza, il 25% nasce morto o con deformita' incompatibili con la vita. Da 100 cellule di partenze mediamente una sola diverra' animale adulto. La clonazione e' un discutibile business che crea false speranze e fonda sulla crudelta' una ricerca inutile e immorale'.
LAV CONTRARIA - 'Fermiamo gli esperimenti sulle modificazioni transgeniche negli animali, fabbriche di orrori': con queste parole la Lega Antivivisezione (Lav) commenta, in una nota, la notizia dei due 'mini maiali' geneticamente modificati per ottenere organi da trapiantare sull'uomo. 'Il ricorso agli animali come fabbriche di organi per l'uomo e' da condannare sotto l'aspetto etico e scientifico. Gli xenotrapianti, cioe' trapianti di organi tra specie diverse, sono un errore metodologico che comporta rischi per la salute umana, oltre ad una crudelta' sugli animali. I pericoli principali sono da imputare al rischio di rigetto: da piu' di 20 anni la ricerca cerca di ovviare a questo problema senza risultati apprezzabili'. 'Sono da ricordare - prosegue - i notevoli rischi legati all' incapacita' di prevedere l'invecchiamento dell'organo trapiantato e la propagazione di virus dormienti nell'animale all'uomo che dopo mesi o anni possono riprendere la loro attivita', infettando non solo il ricevente dell'organo, ma l' intera popolazione'. 'Il 75% degli embrioni animali clonati - conclude - muore entro i primi due mesi di gravidanza, il 25% nasce morto o con deformita' incompatibili con la vita. Da 100 cellule di partenze mediamente una sola diverra' animale adulto. La clonazione e' un discutibile business che crea false speranze e fonda sulla crudelta' una ricerca inutile e immorale'.
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