Lunedì 8 giugno 2026
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Cna: modificare subito legge Bossi-Fini

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Dodici mila imprese con titolari extracomunitari, pari al 25% delle imprese artigiane gestite da immigrati. Questo il contributo del Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) all'integrazione degli immigrati regolari e irregolari nel mondo dell'imprenditoria artigiana del nostro Paese. Di questo e di altri progetti si e' parlato ieri, a Roma, nella tavola rotonda organizzata dalla Confederazione per discutere della nuova legge sull'immigrazione in rapporto a impresa, mercato e diversity management.
"Non servono -spiega Giulio Baglione, responsabile del Cna per il progetto Integration- dispute ideologiche sull'immigrazione.
La legge in vigore mostra dei limiti importanti sotto diversi aspetti e anche sul problema dell'ordine pubblico che si propone invece di difendere". La sua conseguenza, aggiunge, "e' il proliferare di presenza irregolari nel nostro Paese" e "una presenza ingombrante di iter burocratici e amministrativi".
Perplessita' in gran parte condivise anche da Emanuela Giangrandi, responsabile Immigrazione del Partito democratico, secondo cui "il confronto sull'immigrazione sconta dei toni sin troppo accesi che causano un'eccessiva ideologizzazione del dibattito".
La legge Bossi-Fini, continua Giangrandi, "e' un manifesto ideologico che non raggiunge nemmeno lo scopo per cui e' stato varato e credo che un modo saggio per procedere alla sua revisione dovrebbe essere quello di intavolare un dialogo con la Cdl". Due gli interventi proposti dall'esponente del Pd: "Bisogna innanzitutto- spiega- intervenire per snellire le procedure amministrative che riguardano la regolarizzazione dei cittadini immigrati, e quindi spostare sugli enti locali l'asse amministrativo che si occupa di essi". In secondo luogo, continua Giangrandi, "e' necessario reintrodurre lo sponsor perche' e' l'unico modo di consentire al datore di lavoro di assumere chi conosce". Posizione critica nei confronti della legge Bossi-Fini e' espressa anche da Stefano Galieni, responsabile immigrazione del Prc: "Gli ingressi regolari nel Paese sono praticamente chiusi ed e' ovvio che in assenza di lavoro regolare diventa piu' facile che gli immigrati si avvicinino al mondo della criminalita'". La verita' "sull'immigrazione nel nostro Paese e' un'altra. Le nostre citta' sono molto piu' sicure delle corrispondenti europee". Non serve, dice l'esponente del Prc, "ideologizzazione del dibattito sull'immigrazione ne' la cacciata dei clandestini. Serve l'abolizione della clandestinita' in quanto tale".
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