Cna: permesso soggiorno telematico non funziona
Sulla gestione del decreto flussi 2006 e su quella del rinnovo dei permessi di soggiorno, attraverso l'invio telematico a Poste Italiane, si sta creando "una situazione insostenibile che rischia di creare disagi enormi alle imprese ed ai datori di lavoro che hanno assunto dipendenti extracomunitari, o desiderano farlo, nel pieno rispetto delle regole previste dalla normativa vigente". E' quanto ha dichiarato Ivan Malavasi, presidente nazionale Cna. "Si stanno accumulando ritardi enormi - spiega in una nota - nello smaltimento delle pratiche inoltrate dagli imprenditori per far entrare regolarmente in Italia lavoratori extracomunitari, sulla base del decreto flussi 2006".
Anche per il rinnovo dei permessi di soggiorno le difficoltà ed i tempi per i rinnovi "sono notevoli". Cna sottolinea che "a tutt'oggi non è stato consegnato, dall'inizio del servizio 11 dicembre 2006, alcun permesso. I disagi per centinaia di migliaia di immigrati, in attesa del permesso sono enormi e vanno ricercate immediatamente soluzioni procedurali che diano la certezza del diritto a rimanere nel nostro Paese. I patronati, che hanno fortemente creduto in questo progetto, oggi rischiano, insieme a tutti, un ritorno negativo d'immagine anche rispetto al ruolo di servizio che con tanta abnegazione svolgono, per la tutela dei diritti sociali. Questa gravissima situazione, che deriva da una normativa eccessivamente burocratica impedisce il varo dello stesso decreto flussi del 2007, che nello stesso periodo di altri anni aveva già visto la luce".
Inoltre, continua Malavasi, "le difficoltà per i datori di lavoro sono anche legate al fatto che le domande in esame si riferiscono, ormai, ad esigenze occupazionali di oltre due anni fa. Nel frattempo le attività imprenditoriali sono andate avanti e c'è una situazione economica diversa. E' necessario affrontare, con urgenza, questa situazione ed in questo senso da parte della Cna e del patronato Epasa, vi sarà tutta la collaborazione necessaria anche in termini operativi".
In altri termini, conclude Malavasi, "è necessario modificare l'attuale impianto amministrativo - burocratico che mette in crisi gli sportelli unici dell'immigrazione e gli uffici delle questure. Per questa ragione è urgente l'adeguamento dell'attuale normativa, nell'intento di sveltire i tempi e ridurre le difficoltà delle imprese e dei datori di lavoro in generale".
Anche per il rinnovo dei permessi di soggiorno le difficoltà ed i tempi per i rinnovi "sono notevoli". Cna sottolinea che "a tutt'oggi non è stato consegnato, dall'inizio del servizio 11 dicembre 2006, alcun permesso. I disagi per centinaia di migliaia di immigrati, in attesa del permesso sono enormi e vanno ricercate immediatamente soluzioni procedurali che diano la certezza del diritto a rimanere nel nostro Paese. I patronati, che hanno fortemente creduto in questo progetto, oggi rischiano, insieme a tutti, un ritorno negativo d'immagine anche rispetto al ruolo di servizio che con tanta abnegazione svolgono, per la tutela dei diritti sociali. Questa gravissima situazione, che deriva da una normativa eccessivamente burocratica impedisce il varo dello stesso decreto flussi del 2007, che nello stesso periodo di altri anni aveva già visto la luce".
Inoltre, continua Malavasi, "le difficoltà per i datori di lavoro sono anche legate al fatto che le domande in esame si riferiscono, ormai, ad esigenze occupazionali di oltre due anni fa. Nel frattempo le attività imprenditoriali sono andate avanti e c'è una situazione economica diversa. E' necessario affrontare, con urgenza, questa situazione ed in questo senso da parte della Cna e del patronato Epasa, vi sarà tutta la collaborazione necessaria anche in termini operativi".
In altri termini, conclude Malavasi, "è necessario modificare l'attuale impianto amministrativo - burocratico che mette in crisi gli sportelli unici dell'immigrazione e gli uffici delle questure. Per questa ragione è urgente l'adeguamento dell'attuale normativa, nell'intento di sveltire i tempi e ridurre le difficoltà delle imprese e dei datori di lavoro in generale".
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