Sabato 6 giugno 2026
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Cnb invia vecchio parere a Turco: ricerca su staminali fetali non 'bioeticamente illecita'

U.E. - ITALIA
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Il presidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), Francesco Paolo Casavola, ha inviato ieri al ministro della Salute, Livia Turco, il documento 'Terapia cellulare del morbo di Huntington attraverso l'impianto di neuroni fetali', redatto nel 2005, che consentiva a certe condizioni l'uso dei feti abortiti a scopo di ricerca, e la cui esistenza e' stata ricordata nei giorni scorsi dalla sua relatrice e membro del Cnb, Cinzia Caporale. Un'iniziativa decisa dopo le polemiche insorte circa la proposta fatta dal Policlinico di Milano.
'Il reperimento di cellule fetali da feti morti a seguito di aborto e il suo utilizzo a fini scientifici e/o terapeutici - si legge in una nota del Cnb - pur non configurandosi come bioeticamente illeciti in linea di principio, sollevano alcune gravi perplessita' in ordine al rischio che tali pratiche possano in qualche modo costituire un incentivo all'aborto'.
Condizioni per l'utilizzo dei feti per la ricerca, secondo il Cnb, sono la piena indipendenza e separazione tra l'equipe che pratica l'aborto e l'equipe che fa ricerca; il consenso della donna all'utilizzo di materiali fetali a fini di ricerca chiesto solo dopo l'aborto, in modo che la donna non abbia alcuna 'compensazione morale' dal fatto di sapere anticipatamente che il feto potra' essere impiegato per la ricerca; modalita' e procedure di aborto non cambiate in funzione di finalita' scientifiche; tutela della riservatezza; rilevanza scientifica degli esperimenti; valutazione del comitato etico caso per caso; donazione e non commercializzazione dei materiali fetali.

Il parere del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) del 2005, che prende in considerazione la possibilita' di donare alla ricerca scientifica cellule staminali prelevate da feti morti, abortiti spontaneamente o in base alla legge 194, "ha risolto bioeticamente il problema". Lo assicura l'estensore del testo, Caporale, che aggiunge "le garanzie contenute nel parere sono state individuate proprio per superare le perplessita'".
Quindi Caporale sottolinea che il documento "era gia' dal 2005 disponibile per i ministri, perche' inviato come tutti gli altri pareri del Cnb. Oltre che - sottolinea all'Adnkronos Salute - da allora e' pubblicato per intero online sul sito del Governo italiano".
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