Sabato 6 giugno 2026
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Cnel: ecco perche' gli immigrati lavorano di piu'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Gli stranieri regolari in Italia lavorano piu' dei nostri connazionali perche' continuano a svolgere mansioni poco qualificanti, generalmente rifiutate dai lavoratori del Belpaese. Non a caso, lavorano di piu' i migranti con titolo di studio molto basso, rispetto agli stranieri diplomati o laureati. E' questa la fotografia scattata dalla ricerca Cnel 'Gli immigrati nel mercato del lavoro italiano", presentata ieri a Roma. L'analisi del Consiglio nazionale dell'Economia e del lavoro rivela "una buona capacita' di inserimento lavorativo" dei migranti, con tassi d'occupazione del 67 per cento rispetto, migliori di quelli della popolazione italiana (58 per cento). Maggiori difficolta' di inserimento nel mondo del lavoro si incontrano, in genere, all'inizio del processo migratorio dato che, spiegano gli esperti del Cnel, circa un terzo dei disoccupati si trova in Italia da non piu' di quattro anni; il tasso di occupazione tende poi a diminuire con l'aumentare degli anni di permanenza in Italia. Per quanto riguarda la qualita' del lavoro, l'iter di assimilazione e integrazione degli stranieri "e' a dir poco molto lento", si legge nella ricerca. Mentre l'integrazione dal punto di vista 'quantitativo' funziona dunque "abbastanza bene" (con i tassi di occupazione che aumentano e quelli di disoccupazione che diminuiscono all'aumentare degli anni di permanenza sul territorio nazionale), quella di carattere 'qualitativo' stenta a migliorare. La principale via di riscatto per gli immigrati che decidono di restare in Italia e' riconducibile alla cosiddetta 'imprenditorialita' straniera', che negli ultimi anni sta vivendo una larga espansione. Nel biennio 2006-2007, affermano i dati Cnel, 17mila nuovi stranieri si sono iscritti alla Camere di Commercio, la maggior parte dei quali e' passata da lavoro dipendente ad autonomo. L'ultimo dato della ricerca riguarda i servizi per l'impiego, ovvero quelle strutture con funzione di orientamento e accompagnamento sul lavoro, che risultano in generale poco utilizzate e conosciute tra gli extra-comunitari. Solo il 16.5 per cento degli occupati afferma di essere venuto in contatto con un centro per l'impiego.   


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