Coca e ketamina nei gamberetti dei fiumi
Nel film vincitore dell'Oscar Forrest Gump, l'uomo ossessionato dai gamberetti Bubba Blue chiama il suo crostaceo preferito "il frutto del mare". Nel Regno Unito, uno studio scientifico appena diffuso ha fatto coniare un nuovo soprannome per il panciuto gambero rosa tra i piatti preferiti a base di frutti di mare: “la coca del mare”.Secondo Newsweek, una nuova ricerca, pubblicata questa settimana sulla rivista Environment International, ha esaminato la presenza di pesticidi, farmaci venduti dietro ricetta e droghe illecite nella fauna selvatica che vive all'interno dei corsi d'acqua rurali. Dopo aver raccolto i campioni ed esaminato i dati, gli autori dello studio sono rimasti scioccati nello scoprire tracce di cocaina in ogni singolo campione di gamberetti che hanno raccolto.
E anche se può sembrare troppo bello per essere una vera battuta, per restare nel settore, simile al "gambero bianco" - che significa balle di cocaina abbandonate dai contrabbandieri e trovate da fortunati pescatori - Nic Bury, uno dei coautori dello studio e professore all’Università del Suffolk, è stato chiaro nel far notare che i risultati non sono uno scherzo.
"La salute ambientale attira molta attenzione a causa delle sfide associate al cambiamento climatico e all'inquinamento da microplastiche", ha detto Bury a Newsweek. "Tuttavia, l'impatto dell'inquinamento chimico ‘invisibile’ (come i farmaci) sulla salute della fauna selvatica necessita di maggiore attenzione nel Regno Unito, in quanto la politica può essere spesso informata da studi come questi".
Oltre che nella cocaina da sniffo (nose candy), gli scienziati britannici hanno individuato, con diversi test sui gamberetti, la presenza di ketamina, l'agente paralizzante lidocaina e il farmaco oppioide Tramadol.
Gli scienziati non sanno con sicurezza come questi farmaci siano finiti nella fauna selvatica a tassi così consistenti, soprattutto perché la ricerca è stata condotta nelle aree rurali e non direttamente fuori dalle città. Tuttavia, i ricercatori sono fiduciosi che i contaminanti sono stati trasportati nell'habitat dei gamberetti da uno scarso drenaggio delle acque reflue.
Nonostante la scioccante scoperta della cocaina, i ricercatori britannici sostengono che la quantità di droghe illegali all'interno dei gamberetti non è stata sufficiente per ottenere i noti effetti, per loro e per noi consumatori di gamberetti. Ma ciò non significa che i crostacei con la presenza di cocaina non rappresentino un serio problema ambientale.
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