Venerdì 21 agosto 2026
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Cocaina, Argentina: "Sudamerica produce 4.000 tonnellate l'anno"

AMERICHE
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Il Sudamerica è oggi l'"epicentro" mondiale della produzione di cocaina, con volumi che oscillano tra le 3.800 e le 4.000 tonnellate metriche all'anno. Lo ha dichiarato la ministra della Sicurezza argentina, Alejandra Monteoliva, a margine della 40ª International Drug Enforcement Conference (IDEC), la conferenza internazionale antidroga co-organizzata da Stati Uniti e Argentina a Buenos Aires.

 

Come riporta Breitbart, la ministra ha rilasciato le dichiarazioni a Radio Mitre, sottolineando come il continente sudamericano sia ormai considerato il principale polo produttivo mondiale della sostanza stupefacente. Secondo Monteoliva, in Colombia - primo produttore mondiale di cocaina - i volumi sono aumentati fino a cinque volte rispetto a un decennio fa. Incrementi significativi sono stati registrati anche in Bolivia e Perù, in un fenomeno di crescita diffuso anche se non omogeneo tra i vari paesi produttori.

 

La ministra ha precisato che l'Argentina, pur non essendo un paese produttore di coca o cocaina, viene identificata come paese di transito della droga. Monteoliva ha sintetizzato la distinzione con una formula: la produzione è locale, il transito è regionale e il consumo è globale.

 

Un dato citato dalla ministra riguarda un cambiamento nelle rotte del narcotraffico internazionale, sulla base dell'ultimo rapporto della World Customs Organization: analizzando i porti di provenienza dei carichi di cocaina sequestrati nel mondo - in Sudafrica, nei porti del Nord Europa o nel sudest asiatico - l'Argentina risulterebbe ora all'ultimo posto della classifica, mentre un tempo veniva descritta come un vero e proprio "colabrodo" per il traffico di droga.

Monteoliva ha inoltre descritto una nuova logistica adottata dalle organizzazioni criminali per il trasporto marittimo della cocaina, basata sull'utilizzo di una cosiddetta "nave madre": un'imbarcazione che naviga in alto mare carica di ingenti quantitativi di droga e che, una volta al largo, distribuisce porzioni del carico - anche di mille chili alla volta - a diverse imbarcazioni più piccole. Una modalità operativa che, ha spiegato la ministra, non esisteva fino a pochi anni fa e che richiede oggi un lavoro di intelligence criminale differente da quello tradizionale.

La ministra ha parlato al fianco dell'amministratore della Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense, Terry Cole, durante la conferenza IDEC, giunta alla sua quarantesima edizione e ospitata per la prima volta in Argentina. Monteoliva ha definito l'evento un voto di fiducia importante per il paese nella lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata, sottolineando come l'America Latina resti una regione segnata dalla violenza e dalla presenza di organizzazioni criminali transnazionali. Pur rivendicando risultati significativi ottenuti dall'Argentina nella riduzione della violenza, degli omicidi e nei sequestri di droga, la ministra ha ribadito che nessun singolo paese può affrontare da solo organizzazioni criminali che operano su scala globale.

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