Mercoledì 10 giugno 2026
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Colombia. Baltasar Garzón contro Carlos Castaño: "sostegno armato" al narcotraffico

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Il capo dei paramilitari delle Auc ha minacciato di ritirarsi dal delicato processo di pace avviato con il Governo di Alvaro Uribe, dopo che il giudice spagnolo Baltasar Garzón ha emesso un ordine di cattura nei suoi confronti per "sostegno armato" al narcotraffico.
"Se le denuncie che sono state fatte contro di me per narcotraffico colpiscono il processo di negoziato con le Auc, io sarei disposto, nel momento in cui il Governo lo riterra', a ritirare in maniera individuale la mia partecipazione attiva a questo processo, per evitare dei traumi", ha detto Carlos Castaño, capo politico delle Autodifese Unite Colombiane, la piu' grossa organizzazione di paramilitari con circa 20 mila uomini armati.
"Mai ho appoggiato, in nessuna maniera, alcun narcotrafficante nel suo nefasto commercio di droghe. Sono nemico del narcotraffico", avrebbe ribadito Castaño.
Castaño, 38 anni, ha decine di processi aperti in Colombia, i piu' per massacri, assassini e violazione dei diritti umani, e pende su lui anche una richiesta di estradizione, sempre per narcotraffico, da parte della giustizia statunitense. Per Baltasar Garzón il capo dei paramilitari e lo "zar de las esmeraldas" Victor Carranza avrebbero dato "sostegno armato" al "clan de los mellizos", un'organizzazione di narcotrafficanti operante anche in Spagna.
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