Sabato 6 giugno 2026
Menu

Colombia. Il cardinale, Escobar e la polemica giornalistica

Notizia ·
"Non ho mai conosciuto, non ho mai contattato, o permesso che qualcuno lo facesse per mio conto, alcun narcotrafficante e, in particolare, Pablo Escobar, che ho visto solamente in foto": lo ha assicurato il cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo in una lettera al quotidiano El Tiempo di Bogota'.
In questo modo il porporato ha inteso rispondere alla giornalista Maria Jimena Duzan che, dalle colonne dello stesso giornale, lo aveva accusato aver intessuto relazioni sospette con Pablo Escobar Gaviria, mitico capo del disarticolato 'Cartello di Medellin'. "Questo prelato intrigante, amico dei potenti e del bel vivere -ha tra l'altro scritto la giornalista riferendosi a Trujillo- manteneva relazioni molto buone con il programma 'Medellin sin tugurios' ('Medellin senza baracche') che era finanziato appunto da Pablo Escobar".
Nella lettera di risposta il cardinale specifica di aver sempre "rifiutato qualsiasi tipo di dialogo o di collaborazione con i narcotrafficanti" e di aver allo stesso tempo rigettato "ogni beneficio che poteva provenire da coloro che erano legati a questo commercio della morte". Il porporato ammette, tuttavia, che in una occasione un sacerdote, Elias Lopera, aveva cominciato a collaborare a titolo personale con l'iniziativa di Escobar spiegandomi che si trattava di una "opera sociale".
"Sono intervenuto con rapidita' e rigore" e "lo obbligai a ritirarsi immediatamente da qualsiasi forma di collaborazione", ed io "ho creduto che lui avesse ottemperato ai miei ordini". Trujillo ha ricordato, infine, i vari episodi che lo hanno visto oggetto di minacce o atti intimidatori: "Una volta invasero il Seminario sparando verso la mia camera mentre un'altra volta hanno messo un ordigno con 12 chili di dinamite nel mio ufficio che fu poi disattivato dalla polizia".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →