Venerdì 5 giugno 2026
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Colombia. Comincia l'eradicazione nel parco della Macarena

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E' scattata oggi nel parco naturale di La Macarena, ubicato nel dipartimento di Meta (Colombia sud-orientale), una operazione di distruzione di piantagioni di coca che mobiliterà nei prossimi quattro mesi 960 contadini impegnati a sradicare manualmente le piante. Secondo fonti della polizia sono 4.600 gli ettari coltivati illecitamente nella Macarena, un quinto rispetto ai 20.000 totali della riserva, in una zona fra l'altro dove è forte la presenza delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) che il governo accusa di attività di 'narcoterrorismo', e anche dei paramilitari delle Autodifese unite della Colombia (Auc).
Il presidente Alvaro Uribe ha ordinato questa massiccia operazione lo scorso 29 dicembre, dopo che le Farc avevano ucciso, proprio in una zona attigua al parco, 29 militari impegnati in una precedente operazione di distruzione di piantagioni di coca. Per proteggere le ricchezze del parco le piantagioni verranno rase al suolo a colpi di machete, e non con il metodo della fumigazione, la pratica utilizzata in altre zone del Paese che ha però suscitato proteste per il rischioso impatto ambientale. Tuttavia, secondo il quotidiano colombiano El Tiempo, non è escluso che il governo, in caso di eccessive resistenze sul terreno, ricorra in un secondo momento alla eventualità dell'aspersione di pesticidi via aerea, riproponendo però il dibattito su possibili danni all'ecosistema del parco.
Circa 25.000 pesos (poco più di nove euro) è il compenso giornaliero di uno dei contadini reclutati in tutta la Colombia e che saranno impiegati in quella che è stata ribattezzata ispirandosi al nome del parco, 'Operazione Macarena'. Già adottata in alcune situazioni l'anno scorso, la tecnica di sradicamento manuale ha permesso di distruggere con successo 32.000 ettari di foglie di coca. Data la delicatezza del contesto dove sono quotidiane le scorribande della guerriglia di sinistra, ha ricordato in una intervista il comandante della polizia nazionale, generale Jorge Daniel Castro, un contingente di 1.500 poliziotti garantirà la sicurezza dell'operazione.
Il rappresentante in Colombia dell'Ufficio dell'Onu contro la droga ed il delitto, Sandro Calvani, ha detto che le Nazioni Unite hanno dislocato undici osservatori per seguire l' avanzamento dei lavori ed avviato un piano di sviluppo per la zona, "un centro strategico delle Farc, che la' hanno 700 uomini, e che si finanziano con 4.600 ettari di coltivazioni illecite e con il traffico di armi". Il generale Castro si aspetta perciò "una resistenza iniziale dei guerriglieri", ma assicura che gli stessi "finiranno col ritirarsi". L'operazione presenta molte insidie perché, sostengono fonti militari, le Farc hanno seminato molte mine antiuomo. Sul terreno sono forti le tensioni fra la popolazione, perché la più antica guerriglia sudamericana ha ordinato, secondo voci raccolte sul posto, ai contadini di evacuare la zona perché altrimenti saranno considerati "collaboratori dell'esercito".
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