Colombia. Farc: non chiamateci piu' narcoterroristi
La proposta del presidente colombiano, Alvaro Uribe, dell'Onu come mediatore tra lo Stato e i gruppi armati, non e' piaciuta ai guerriglieri delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia). In una nota diffusa via Internet hanno messo in dubbio lo stesso ruolo dell'Onu, citando anche i casi del Ruanda, o l'ultima "assoluzione" di Israele per i fatti di Jenin. Quella che manca e' la volonta' nello Stato colombiano, percio' potrebbero offrire come mediatori "il Papa o la regina Elisabetta", ma la situazione non cambierebbe. Le Farc hanno quindi ricordato le condizioni poste lo scorso 15 maggio dal movimento armato per riavviare le trattative. La smilitarizzazione dei dipartimenti meridionali di Caquetá e Putumayo (per una superficie totale di 117mila chilometri quadrati) ed una politica di Stato contro i paramilitari. Terza e ultima condizione, eliminare dal linguaggio ufficiale termini come "terrorista" e "narcoterrorista" in riferimento alla loro organizzazione.
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