Colombia-Italia. Patto contro droga e prostituzione infantile
La lotta al traffico di stupefacenti ed il dramma della prostituzione infantile sono al centro della cooperazione fra Italia e Colombia, nell'ambito di relazioni commerciali che fanno di Roma il secondo partner di Bogota' nell'Unione europea, dopo l'Olanda.I rapporti fra i due paesi risalgono a vari decenni fa, e i vecchi diplomatici colombiani ricordano la visita, il primo aprile 1981, del presidente della repubblica Sandro Pertini che diede avvio ad un accordo carbonifero che funziona ancora oggi.
Due anni fa, inoltre, il presidente Alvaro Uribe realizzo' un viaggio in Italia, durante la quale il governo italiano confermo' un impegno di collaborazione per sanare alcune delle piu' importanti piaghe che affliggono la societa' colombiana.
Al termine di un incontro con la collega Carolina Barco, l'allora Ministro degli Esteri Franco Frattini annuncio' il finanziamento di un progetto a favore del recupero sociale dei bambini ex-combattenti e un contributo all'Ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine (Unodc) per la realizzazione di colture alternative a quella della coca.
'Questi progetti -confermano fonti diplomatiche italiane a Bogota'- sono due fiori all'occhiello della nostra attuale cooperazione'.
Quello riguardante la reinserzione di minorenni reclutati dai paramilitari che, dopo anni di attivita' militare clandestina, ora stanno rientrando nella societa' civile, gode di uno stanziamento italiano per due anni di 1,5 milioni di euro ed e' gestito dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), in collaborazione con l'Istituto colombiano di benessere della famiglia (Icbf).
'Si tratta -dice il primo segretario dell'ambasciata d'Italia Fabio Messineo- di fornire assistenza psicologica, formazione e incentivo all'avvio di attivita' produttive che permettano il totale recupero di giovani che per anni hanno vissuto esperienze spesso violente'.
Il secondo progetto annunciato da Frattini, e che pure ha raggiunto i suoi obiettivi, e' quello che ha permesso l'orientamento dei contadini a produzioni alternative a quelle della coca nei dipartimenti di Meta e Caqueta', e nella Sierra Nevada di Santa Marta.
'La produzione di miele, cacao e caffe' -dice ancora Messineo- e' gia' in fase avanzata e commercializzata, con il logo 'Colombia per la pace', in una grande rete di supermercati, oltre che esportata'.
Ma l'Italia interviene anche in un altro settore, quello della prostituzione infantile, che in alcune zone della Colombia e' un vero e proprio dramma, e che ad esempio a Cartagena de Indias, nei Caraibi, ha ripetutamente visto coinvolti cittadini italiani.
Cosi', con l'obiettivo di rafforzare lo stato sociale e i diritti umani in Colombia ed in collaborazione con la ong Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp), il governo italiano ha deciso di collaborare ad attaccare questa piaga nella stessa Cartagena de Indias, finanziando un programma di sensibilizzazione, prevenzione e riabilitazione di minorenni.
Di recente, ricorda inoltre l'ambasciatore Antonio Tarelli, grazie alla visita del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, e' stato aperto un capitolo di collaborazione giudiziaria per la repressione del crimine legato al narcotraffico.
Per quanto riguarda l'import-export, infine, si tratta di un interscambio di 400 milioni di dollari, con grande potenzialita', legate soprattutto alla riduzione delle tensioni in Colombia. L'Italia importa soprattutto materie prime (carbone, feronichel, caffe' e banane) ed esporta soprattutto macchinari per l'industria e i prodotti rappresentativi dell'Italia Style, come manuffatti di cuoio, abbigliamento e prodotti alimentari.
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