Colombia. La lotta alla droga passa anche dai dazi dell'Unione Europea
Ieri e' stata presa la decisione dal Coreper, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dei 15 Paesi membri della Ue: il 14 aprile sara' ratificata dalla riunione dei ministri dell'Unione, e cosi' i fiori e l'ortofrutta colombiana si troveranno a pagare i dazi doganali per entrare nel mercato europeo. La tassa doganale sara' a novembre del 4,25%, e in maggio (alta stagione) sara' del 12,5%. Il sistema segue infatti le stagioni della primavera e dell'autunno del vecchio continente, e questo per certi versi e' una fortuna per un Paese come la Colombia, che esporta i suoi fiori soprattutto a novembre.
La decisione risale al nuovo regolamento promulgato lo scorso 10 dicembre per le licenze dei vantaggi doganali attraverso il Sistema di Preferenze Generalizzato per i Paesi produttori di droghe (Spg-Droghe). Il sistema grazie al quale fino ad ora la quasi totalita' dei prodotti colombiani entra nel mercato europeo senza pagare tasse doganali. Il nuovo regolamento prevede che i prodotti dei Paesi beneficiati che oltrepassano una certa quota del mercato, diventano "competitivi" e percio' non riceveranno piu' i vantaggi doganali. L'attuale sistema Spg termina a gennaio 2005, e la Colombia sta organizzandosi e facendo pressioni perche' lo stesso venga modificato nuovamente e non pregiudichi le esportazioni verso l'Unione. L'ambasciatore Echevarria ha confermato che questa battaglia verra' portata avanti con due argomentazioni forti: 1) non si puo' punire in questa maniera "i progressi delle esportazioni di un Paese che compie enormi sforzi e sacrifici nella lotta contro il narcotraffico" e, 2) nel farlo, l'Europa tradirebbe il suo dichiarato principio di "corresponsabilita'" nella lotta antidroga.
Il presidente dell'Asocoflores, Augusto Solano, ha commentato che e' deplorevole vedere l'intransigenza dell'Ue, visto che se per l'Europa non e' una cosa di grande significato, per la Colombia potrebbe portare ad una grossa crisi per un mercato, quello dei fiori, che vede 10 mila lavoratori coinvolti.
La decisione risale al nuovo regolamento promulgato lo scorso 10 dicembre per le licenze dei vantaggi doganali attraverso il Sistema di Preferenze Generalizzato per i Paesi produttori di droghe (Spg-Droghe). Il sistema grazie al quale fino ad ora la quasi totalita' dei prodotti colombiani entra nel mercato europeo senza pagare tasse doganali. Il nuovo regolamento prevede che i prodotti dei Paesi beneficiati che oltrepassano una certa quota del mercato, diventano "competitivi" e percio' non riceveranno piu' i vantaggi doganali. L'attuale sistema Spg termina a gennaio 2005, e la Colombia sta organizzandosi e facendo pressioni perche' lo stesso venga modificato nuovamente e non pregiudichi le esportazioni verso l'Unione. L'ambasciatore Echevarria ha confermato che questa battaglia verra' portata avanti con due argomentazioni forti: 1) non si puo' punire in questa maniera "i progressi delle esportazioni di un Paese che compie enormi sforzi e sacrifici nella lotta contro il narcotraffico" e, 2) nel farlo, l'Europa tradirebbe il suo dichiarato principio di "corresponsabilita'" nella lotta antidroga.
Il presidente dell'Asocoflores, Augusto Solano, ha commentato che e' deplorevole vedere l'intransigenza dell'Ue, visto che se per l'Europa non e' una cosa di grande significato, per la Colombia potrebbe portare ad una grossa crisi per un mercato, quello dei fiori, che vede 10 mila lavoratori coinvolti.
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