Giovedì 4 giugno 2026
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Colombia. Orejuela e' sparito?

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L'ex barone del 'Cartello di Cali' Gilberto Rodriguez Orejuela, tornato in liberta' dopo aver scontato sette dei 15 anni di carcere a cui era stato condannato, ha subito fatto perdere le sue tracce ed ha chiesto la protezione dello stato perche' teme di venire ucciso dai suoi tanti rivali. Nella lunga guerra in corso tra le diverse organizzazioni del narcotraffico, di cui Orejuela e' uno dei vecchi esponenti, si contano ormai almeno 200 morti.
A voler togliere di mezzo l'ex barone sono in molti, tanto che, negli ultimi sei mesi, nonostante potesse lasciare il carcere di giorno, ha preferito la sicurezza della cella. Orejuela, infatti, agli inizi degli Anni Novanta, quando insieme al fratello Miguel -rimasto dietro le sbarre perche' deve scontare altri quattro anni di carcere- tirava le fila dell'80 per cento dell'export di droga colombiana, aveva finanziato lo squadrone della morte 'Los Pepes' che, con estrema ferocia, decimo' i rivali del Cartello di Medellin con centinaia di morti. I resti di quell'organizzazione hanno giurato vendetta, tanto che si attribuisce a loro la recente uccisione di due degli avvocati del 'clan Rodriguez'.
Ma non ci sono solo loro. Alla luce che il business del narcotraffico e' tuttora fiorente, nonostante il Plan Colombia, a non volere che i fratelli Orejuela tornino nel giro vi sono anche i diversi boss della droga del Valle del Cauca. Solo la settimana scorsa hanno tentato, attraverso una falsa risoluzione giuridica, di far uscire dal carcere Victor Patino Fomeque -amico dei Rodriguez e sul quale pende una richiesta di estradizione per narcotraffico degli Usa- con il proposito di assassinarlo.
Appunto per questo Gilberto Rodriguez Orejuela, appena messo piede fuori dal carcere della citta' di Tunja, e' subito sparito a bordo di un fuoristrada blindato con i vetri polarizzati, ben sapendo che i rivali dispongono perfino di elicotteri per poterlo far fuori. Cosi' come possono raggiungerlo eventualmente anche all'estero -anche se per ora l'ex barone deve presentarsi a giorni stabiliti alla polizia- visto che hanno assassinato dei suoi uomini in Spagna, Ecuador e Venezuela.
Intanto, mentre il vicepresidente Francisco Santos Calderon ha sostenuto oggi che la liberazione dell'ex boss costituisce "una vergogna per la dignita' nazionale", il portavoce del Dipartimento di stato Richard Boucher ha affermato che la decisione giudiziaria che l'ha propiziata "e' un fatto preoccupante". A sua volta il ministro della giustizia Fernando Londono Hoyos ha assicurato che il governo fara' di tutto "per trovare le vie giuridiche per rimetterlo in prigione", sempre e quando pero', dicono gli specialisti, non ci pensino prima i suoi tanti nemici a crivellarlo di pallottole.
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