Lunedì 8 giugno 2026
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Colombia. Pernod-Ricard, Diageo e Seagram accusati di finanziare il narcotraffico

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Una parte dei proventi in denaro del mercato illegale delle droghe, finisce nelle casse delle multinazionali dell'alcool. E' l'accusa lanciata dallo Stato colombiamo in una denuncia per concorrenza sleale contro tre giganti del settore: Pernord-Ricard, Diageo e Seagram. Da almeno due decenni queste aziende venderebbero di contrabbando i loro whiskies, rum e altri liquori a dei narcotrafficanti, che assicurano loro dei guadagni migliori che non attraverso una distribuzione legale. Un business che spiegherebbe l'enorme crescita del traffico di alcool in Colombia: piu' di otto whiskies su dieci sarebbero illegali. Una situazione che avrebbe colpito la produzione locale e i dipartimenti colombiani che ne detengono il monopolio.
Il meccanismo di riciclaggio dei narcodollari e' stato spiegato in modo dettagliato in un documento di piu' di 180 pagine, presentato davanti ad un giudice del Tribunale di New York all'inizio dello scorso mese di ottobre. All'origine del tutto il denaro della cocaina venduta negli Usa e poi ritornato in patria, in piccole somme, grazie alla copertura dei titolari di alcuni conti americani che vengono chiamati smurfs. I loro assegni finiscono nelle casseforti di alcune societa' che hanno sede nel paradiso fiscale di Aruba, a 160 chilometri dalla costa colombiana. Queste stesse societa' acquisterebbero in seguito dalle multinazionali i loro carichi di Chivas o Bacardi, per rivenderli poi di contrabbando.
Secondo la denuncia, Pernod e compagnia erano perfettamente al corrente chi erano le persone con cui stavano facendo gli affari. Alcuni loro dipendenti si sarebbero piu' volte incontrati ad Aruba con gli acquirenti, ed entrambi erano al corrente "della natura criminale del loro affare, incluso il fatto che i proventi del traffico illegale di droghe erano utilizzati per pagare gli alcolici".
Due dei loro clienti, i cugini Mansur, sono stati gia' accusati di riciclaggio di denaro sporco attraverso Porto Rico e Aruba, nell'ambito dell'operazione "Golden Trash" nell'agosto del 1994. Un altro, Samuel Santander Lopesierra, senatore della Colombia, era soprannominato il "cow boy Marlboro" per il suo ruolo nel contrabbando di sigarette. Le attivita' di quest'ultimo hanno indotto le autorita' colombiane a depositare, nel 2000, un'altra denuncia contro la Philip Morris, tuttora pendente, per la sua partecipazione al contrabbando. "Anche dopo l'arresto di Lopesierra" per narcotraffico, nell'ottobre del 2002, i giganti dell'alcool avrebbero continuato a vendere i loro prodotti a queste aziende. I loro dipendenti sarebbero entrati in incognito in Colombia, corrompendo i doganieri, per "ricevere consistenti quantita' di denaro contante" per il pagamento dei loro prodotti.
Nel caso dei distributori di Pernod-Ricard, la denuncia fa riferimento, senza farne il nome, ad un trafficante molto apprezzato "perche' non chiede credito e paga sempre in dollari". Il gruppo francese, che nega categoricamente tutto, fa sapere che si difendera' in modo molto energico. Nel frattempo la Colombia ha chiesto il rimborso di tutti i business presunti illegali.
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